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Cedolare secca 2020 per i Comuni calamitati, timida apertura delle Entrate

di Ladislao Kowalski

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Circa l'applicazione del regime di cedolare secca al 10% per le locazioni abitative nei comuni per i quali sia stata dichiarato lo stato di emergenza per eventi calamitosi,occorre un intrevento delle Entrate. La questione è rilevante in quanto coinvolge una gran parte degli ottomila comuni italiani. La cedolare secca al 10%, infatti, è ormai prevista in via definitiva per i cosiddetti comuni ad Alta Tensione Abitativa (Ata), circa settecento sull'intero territorio nazionale.

I comuni cosiddetti «calamitati», per l'esperienza maturata nel periodo 2014-2019, ancorchè non esista una elencazione ufficiale, devono comprendersi tra la metà ed i 2/3 di quelli esistenti.

Nella legge di Bilancio
La legge di bilancio 2020 (legge 160/19) al comma 6, art. 1, ha reso definitiva la aliquota del 10% per le locazioni abitative convenzionate.

La norma è stata, al momento, interpretata dalle Entrate in maniera non ufficiale: secondo FiscoOggi, rivista online dell'Agenzia delle Entrate del 31/12/19, è rimasta in vigore la disposizione che prevede la cedolare secca al 10% per i comuni calamitati. Ciò, secondo una interpretazione dei rinvii effettuati nelle norme che riguardano la disposizione che ci occupa.

Il dubbio sui Comuni «calamitati»
La cedolare secca al 10% per i comuni calamitati si argomenta nell'articolo, è il risultato di diversi interventi normativi: il Dlgs 23/2011 sul Federalismo Fiscale, il DL 47/14 e da ultima la citata legge di bilancio 2020. Una corretta interpretazione coordinata di tali norme ivi compresa la citata legge di bilancio 2020 porterebbe, quindi, a sostenere l'indicata soluzione.

Secondo altre interpretazioni (vedi Il Sole 24 Ore del 6 gennaio e del 19 dicembre scorsi), più rigorose sul piano della successione normativa, a seguito della scadenza del termine del 31.12.2019 previsto dall'art. 9 comma 1 del Dl 47/2014, il beneficio per i comuni calamitati sarebbe cessato in quanto non espressamente prorogato né reso a regime.

È quindi indispensabile che le Entate provvedano a dare un’interpretazione definitiva e ufficiale, quanto meno entro il 30/06/20, data di scadenza della prima rata della cedolare secca.


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