Il Condominio

No alla violenza sulle donne e a schemi precostituiti: le gestioni immobiliari in rosa fanno la differenza

di Sabina Vuolo

La giornata mondiale contro la violenza sulle donne e lo studio della fisica quantistica ci inducono quest’oggi a rivedere gli schemi mentali ai quali siamo abituati, mettendo alla prova le nostre convinzioni ed offrendo nuove risposte alle domande che l'evolversi della società ci pone.

E anche a proposito delle gestioni immobiliari e del rapporto di mandato, un persistente esempio di certezza radicata è quello che l’amministratore di condominio debba essere di sesso maschile, escludendo l'idea femminile e confondendo così la sfera fisica con quella spirituale.

A questo punto vogliamo chiederci: come sarebbe il “mondo condominiale” se fosse più colorato di rosa? Non esiste una risposta assoluta, anche se possiamo contare sugli articoli 51 e 3 della Costituzione che garantiscono la parità di genere, ossia l'uguaglianza tra uomini e donne, stabilendo che tutti, indipendentemente dal sesso, possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge.

E nella giornata dedicata alla violenza (anche psichica) sulle donne, proprio l'articolo 51 della nostra Costituzione torna a rappresentarci l'evoluzione del loro status nella società italiana, ricordandoci come il “gentil sesso” fosse prima completamente escluso dalla sfera pubblica e relegato quasi esclusivamente in quella domestica e privata.

Per rimanere nel nostro ambito di competenza, un degno esempio di tale cambiamento è dato dalla crescente presenza delle amministratrici di condominio in rosa, il che rappresenta un valore aggiunto per l’intero settore considerato come “essere donna” aiuti a gestire situazioni difficili e delicate ove occorrono particolare sensibilità e maggiore empatia.

Senza contare che l'intuito femminile può rivelarsi un'arma segreta infallibile nella non facile attività di interpretazione delle cose non dette, e che a parità di formazione e preparazione professionale come gli uomini, le nostre amministratrici non temono la concorrenza maschile e – anzi – sono assai spesso più studiose e non lasciano nulla all'improvvisazione.

E se la mandataria gestisce le spese condominiali, cura la redazione del bilancio, sceglie i fornitori e la qualità dei servizi erogati con la cautela e la prudenza “del buon padre di famiglia” … o meglio “madre di famiglia” in perfetta parità con l'altro sesso, sia che si indossi una minigonna o dei pantaloni, cosa volere di più?

Ci piace concludere con una considerazione “gendered”: in ciascuno di noi vi è l'uomo e la donna, il maschile e il femminile, e solo nel momento in cui ne diventiamo consapevoli troviamo equilibrio e saggezza nelle nostre azioni e relazioni.E ci piace pensare, infine, che imparando ad essere sia l'uno che l' altra sarà più facile trovare l'armonia, più agevole capirsi e risolvere i problemi: le due diverse sensibilità, unite, fanno si che pure un amministratore di condominio rimanga tale aldilà del sesso.


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