Imprese e Professioni Tecniche

Tre punti chiave per scegliere un sistema a cappotto efficace. Da Cortexa una guida dedicata ai privati

di Redazione

Q
D
C Contenuto esclusivo QdC

Nella scelta di un sistema a cappotto, non si può prescindere da tre rigorosi criteri di qualità:
1.impiego esclusivo di sistemi certificati, forniti e testati come kit da un unico produttore, dotati di certificato ETA (secondo ETAG 004 o EAD 040083-00-0404) e marcatura CE di sistema;
2.progettazione ad opera di progettisti esperti di cappotto, che conoscano ed applichino le linee guida del manuale per l'applicazione del sistema a cappotto Cortexa e la norma UNI/TR 11715 e che possano dimostrare di aver già realizzato interventi della stessa entità;
3.posa in opera mediante installatori qualificati, con certificazione delle competenze secondo la norma UNI 11716.

Il controllo di questi elementi, piuttosto semplice anche per un privato, è una eccellente base di partenza per prevenire errori macroscopici, sia nella scelta del sistema che dei professionisti dei quali avvalersi. Naturalmente sarà determinante, nel corso dei lavori, il ruolo del Direttore lavori e del tecnico progettista, che, in collaborazione con l'impresa esecutrice, si occuperanno della conformità dell'intervento con gli obiettivi di progetto.

Scelta del cappotto termico: 3 dei principali quesiti dei privati
Grazie alla propria presenza capillare nel web, Cortexa riesce a captare numerosissime richieste di supporto da parte di tutta la filiera, inclusi i privati. Nella guida vengono fornite le risposte a tre dei principali quesiti di questo specifico gruppo di utenti:

1.L'isolamento termico della facciata dura nel tempo?
Per avere la garanzia che un sistema a cappotto duri nel tempo, senza presentare difetti estetici e funzionali e mantenendo inalterate le prestazioni di isolamento termico, vanno rispettate le tre regole descritte in precedenza, ovvero impiego di sistemi a cappotto dotati di ETA e marcatura CE, forniti e certificati come kit da un unico produttore – senza sostituire e assemblare componenti di diversi produttori, non testati tra loro; progettazione ad opera di un progettista esperto; posa a cura di imprese e installatori specializzati.Un sistema a cappotto ben realizzato protegge inoltre l'edificio in maniera più efficace e duratura rispetto a facciate non isolate, incrementandone così la durata nel tempo.

2.Il cappotto consente il ricambio d'aria attraverso le pareti?
La “casa che respira” o la “casa che soffoca” se dotata di cappotto termico sono affermazioni prive di fondamento, legate ad una mancata conoscenza di fisica delle costruzioni. La casa non ha mai respirato e mai potrà farlo. La casa può infatti “respirare” solo tramite il ricambio d'aria che avviene all'apertura delle finestre o mediante la ventilazione meccanica controllata. Ne consegue che se prima dell'intervento di installazione del sistema a cappotto le pareti non presentano problemi di umidità, questi non potranno presentarsi dopo l'intervento.

3.Il cappotto è efficace anche in estate?
L'efficacia del sistema a cappotto nel periodo invernale è un tema noto e comprovato. Talvolta si sente invece affermare che il sistema a cappotto non porti particolari benefici nel periodo estivo: niente di più sbagliato. Il cappotto riduce infatti il calore che passa attraverso i muri. Studi scientifici sul tema dimostrano una comprovata efficacia del cappotto termico anche in estate e nei paesi caldi: il numero di ore annuali con temperatura interna superiore a 25°C può essere ridotto fino al 75% adottando un sistema a cappotto realizzato secondo i criteri di qualità indicati da Cortexa.

La guida Cortexa alla scelta del cappotto termico è completamente gratuita e può essere scaricata collegandosi al sito Cortexa: https://www.cortexa.it/guida/guida-scelta-cappotto-privati/


© RIPRODUZIONE RISERVATA