Il Condominio

Fraccaro e gli architetti: controlli sui costi

di Giorgio Santilli

ROMA

Gli architetti italiani apprezzano il superbonus del 110% non solo come misura mirata a incentivare l’efficientamento energetico di case e condomini e il rilancio del settore edilizio, ma anche come strumento utile a innalzare la qualità progettuale del nostro patrimonio abitativo e delle nostre città. E il presidente del Consiglio nazionale degli architetti Giuseppe Capocchin è convinto che per questa strada l'incentivo fiscale «inciderà positivamente nel settore delle costruzioni e anche sul mercato del lavoro dei professionisti».

Ma gli architetti italiani chiedono due integrazioni al governo: anzitutto che il superbonus al 110% «assuma un carattere permanente come sembra per altro anche essere l'orientamento del Governo»; in secondo luogo insistono sulla «necessità di controlli e procedure che consentano una effettiva terzietà e indipendenza del professionista a garanzia del corretto utilizzo dei fondi pubblici».

Al convegno «Superbonus 110%: una nuova opportunità per professionisti e imprese», Cappochin ha dato atto al governo e in particolare al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, di avere impresso una svolta al settore con questa misura, ma ha chiesto attenzione per i professionisti.

Non si è fatta attendere la risposta di Fraccaro che è tornato a battere proprio sul tema dei controlli. «Piuttosto che chiedere una norma in più - ha detto - occorre fare in modo che queste ristrutturazioni all'insegna dell'efficienza energetica, pagate con i soldi delle nostre tasse, non creino speculazioni». Dunque, ha aggiunto Fraccaro, siano proprio gli Ordini professionali a «controllare e a monitorare che l'aiuto venga usato correttamente». Capocchin aveva del resto insistito su un cavallo di battaglia del Cna, che siano gli Ordini a dare una valutazione di congruità sulle parcelle pagate agli architetti.

In merito alla stabilizzazione della norma oltre il 2021 (il termine previsto oggi), Fraccaro ha confermato che «l'intenzione del governo è quella di utilizzare le risorse del Recovery Fund per prorogare ulteriormente la misura e dare così modo a cittadini e imprese di usufruirne maggiormente».

Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha invece ricordato nel suo messaggio agli architetti che «il Covid-19 ha reso la nostra economia più debole colpendo soprattutto quei settori fermati dalle disposizioni previste per il lockdown» e che «l'edilizia ha pagato senza dubbio il tributo più alto, registrando tra aprile e giugno una perdita del valore aggiunto pari a -22%». Proprio così nasce l'idea del superbonus.

Cappochin ha insistito sull'idea che il superbonus possa essere un traino per la progettazione di qualità. Tema caro agli architetti e distintivo anche rispetto ad altre professioni tecniche.

«Auspichiamo - ha detto il presidente del Consiglio nazionale - che questa intelligente idea si trasformi in tanti progetti di qualità anche architettonica: quella qualità che genera plusvalore non solo all'edificio oggetto di intervento, ma anche all'ambiente circostante contribuendo ad offrire un volto nuovo anche ad anonime periferie degradate. Il Covid-19 ha dimostrato che c'è bisogno di architettura e quindi degli architetti».


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