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Calabrese (Unai): stop alle approssimazioni e unità della categoria

Unai scende in campo contro l’approssimazione nell’approccio al tema delle teleassemblee. In una lettera aperta rivolta agli amministratori condominiali il presidente Unai Rosario Calabrese ha comunicato di aver fatto pervenire, ai parlamentari di riferimento Unai, un documento nel quale si avanzano cinque richieste/suggerimenti per interventi legislativi di urgenza in relazione alla figura dell'amministratore di condominio.
«Il nostro intervento - si legge nella lettera - si è reso necessario a causa del fatto è stata recepita, come Ordine del Giorno alla Camera dei Deputati, una ennesima proposta dissennata di modifiche della normativa condominiale che, ove convertita in legge, sarebbe un'autentica sciagura per la categoria».

L’articolato in 7 punti circola sui media, è reperibile come “330^ seduta pubblica giovedì 23 aprile 2020 – ore 18,45 ordine del giorno” ed esordisce con le parole «Dopo l'articolo 72-quater, aggiungere il seguente art. 72-quinquies (Disposizioni in materia conddominiale)».

Questo ordine del giorno, secondoUnai «è irricevibile per i seguenti motivi: 1) non è possibile inserire un articolo “72-quinquies” in quanto non esiste un art. “72-quater” nelle “Disposizioni per l'attuazione del codice civile e disposizioni transitorie” (in gergo definite sinteticamente “Disposizioni per l'attuazione del codice civile” e non “Disposizioni in materia condominiale”; 2) non si può modificare il Codice civile (il quale contiene norme che produrranno i propri effetti anche dopo l'emergenza) introducendovi norme di dubbia opportunità ed efficace, anche per il periodo emergenziale, in quanto tali norme avrebbero conseguenze nefaste sull'istituto e la sua funzionalità».

Unai lamenta la conoscenza «approssimativa del diritto condominiale da parte degli estensori dell’ordine del giorno e, si legge nella lettera «Preoccupati per le sorti della categoria, in relazione alla vicenda sopra citata, tanto abbiamo pressato i politici che, al momento, abbiamo ben due proposte di emendamento, presentate da soggetti diversi, alla AC 2461, art. 41: uno dell'on Cataldi (la cui versione originaria è della nostra referente Sen Ricciardi) e l'altro a firma dell'On. Grimaldi. Rispettivamente recepimento di due nostre istanze in data 27 maggio e 29 maggio scorso».

Le proposte di emendamento si possono così riassumere:
1.la possibilità per l'amministratore di accedere al condominio secondo necessità per gli adempimenti necessari a garantire la fruizione dei servizi comuni condominiali;
2.lo spostamento dei termini previsti dall'articolo 1130 c.c. co. 1, punto 10 (convocazione dell'assemblea per l'approvazione del rendiconto annuale) di ulteriori 180 giorni a decorrere dalla data in cui sarà dichiarata la cessazione dell'emergenza coronavirus;
3.la possibilità di tenere l'assemblea in videoconferenza, almeno per i casi di urgenza, stante il divieto di tenere assemblee, sancito da DPCM dell'8.03.2020;
4.lo spostamento di un ulteriore anno per procedere agli adeguamenti antincendio sanciti dal Dm Min. Interno del 25.01.2019, dal momento che non è possibile convocare l'assemblea e appaltare i lavori, preso atto che anche gli appalti, oltre che l'assemblea, sono interdetti a causa dell'emergenza;
5.il riconoscimento del ruolo sociale, primario e determinante, dell'amministratore di condominio, stante l'obbligo di rimanere a casa, quindi in condominio, per la stragrande maggioranza degli italiani, sancito come luogo di dimora obbligata, con il decreto “#iorestoacasa”.

Calabrese ricorda che il risultato dell'inserimento del codice ATECO 6832 fra le attività abilitate a continuare ad operare, nonostante il block down, è stato raggiunto «sicuramente, grazie anche all'apporto e alle pressioni di altri soggetti che hanno a cuore la sorte della categoria degli amministratori, perché ne fanno parte e sono direttamente coinvolti. Da questa duplice esperienza ho desunto il convincimento che la nostra categoria può essere vincente solo se unita, a prescindere dalle sigle e dagli interessi personali. Dobbiamo trovare il coraggio di individuare gli elementi che ci uniscono, ignorando ogni altro. Noi siamo in grado di tutelarci e rappresentarci da soli.
Ritengo sia indispensabile creare un coordinamento di tutte le sigle associative della categoria per fare un fronte unico da contrapporre allo strapotere dei condòmini (innanzitutto), ma anche e soprattutto per interfacciarsi con la rappresentanza politica, a maggior tutela della categoria».

Nei prossimi giorni «con congruo anticipo» Unai invierà ai Presidenti di tutte le sigle associative note (nessuna esclusa), della categoria, un invito a partecipare a una video conferenza, sulla piattaforma “ZOOM”, per un confronto leale, schietto, diretto e, mi auguro, costruttivo.


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