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Incendi, lettera alla Gelmini di Rockwool e delle associazioni Confabitare e Movimento consumatori

di Redazione

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Garantire la sicurezza dagli incendi del patrimonio edilizio. Con questo obiettivo Gruppo Rockwool e le associazioni Confabitare e Movimento Consumatori, hanno scritto alla ministra per gli Affari regionali e per le autonomie Gelmini chiedendo di vietare l’uso di materiali combustibili per facciate e coperture degli edifici alti, al fine di garantire tempi idonei di evacuazione delle persone e rendere più sicura l'azione dei soccorritori.

L'urgenza di rivedere la nuova RTV
L'attuale normativa italiana - si legge - consente l’utilizzo di materiali combustibili per l'isolamento ed il rivestimento delle facciate di edifici di altezza elevata e di edifici ad alto rischio come scuole, ospedali, strutture di cura, che richiedono tempi più lunghi per l’evacuazione in sicurezza in caso di incendio.In data 26 ottobre 2021, il ministero dell'Interno, nello specifico il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa civile ha notificato alla Commissione europea lo schema di decreto ministeriale recante «Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per le chiusure d'ambito degli edifici civili, ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139».

La Commissione europea, sulla base della procedura di notifica istituita dalla direttiva (UE) 2015/1535, dovrà verificare entro il 27 gennaio 2022 la compatibilità dello schema di decreto ministeriale con i principi del diritto dell’Unione e del mercato interno.Tale decreto ministeriale, contenente la nuova Regola tecnica verticale (Rtv) antincendio sulle chiusure d'ambito degli edifici civili (strutture sanitarie, scolastiche, alberghiere, commerciali, uffici) una volta entrato in vigore integrerà il Codice di prevenzione incendi, il Dm 3 agosto 2015, disciplinando in modo cogente, per la prima volta in Italia, il comportamento al fuoco delle facciate e delle coperture degli edifici.

Necessaria maggiore attenzione
Alla luce degli incendi della Torre dei Moro a Milano e del palazzo Lagrange, ed edifici attigui, a Torino, è doveroso - prosegue la lettera - interrogarsi attentamente sull'efficacia che avrebbe il quadro normativo in materia di sicurezza antincendio, riguardante le chiusure d'ambito, nel proteggere la vita delle persone e la proprietà immobiliare, prevedendo ancora l'utilizzo di materiali combustibili per l'isolamento o il rivestimento di edifici di altezza elevata ed edifici ad alto rischio.I recenti incendi in Italia che fortunatamente non hanno avuto gli esiti tragici dell'incendio della Grenfell Tower nel Regno Unito hanno dimostrato la necessità di una normativa cogente che segua gli esempi più virtuosi in Europa, oltre che di una maggiore sensibilizzazione tra i privati dei rischi collegati all'uso di materiali combustibili nelle facciate degli edifici più alti, e di quelli sensibili come scuole ed ospedali.

Attualmente in Europa, solo l'Italia, la Spagna e i Paesi Bassi consentono ancora l’isolamento e il rivestimento delle facciate esterne degli edifici con materiali combustibili.Il cambiamento, avvenuto negli ultimi anni, del contesto urbano dove gli edifici hanno sempre più uno sviluppo in verticale, e del processo di riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano, guidato da risorse statali, come il programma di incentivazione del superbonus 110%, fa assumere un'urgenza ancora maggiore al tema.Il 110%, insieme alla riqualificazione degli edifici pubblici prevista nel Pnrr, rappresenta una grande opportunità per il rinnovamento del parco immobiliare italiano puntando al suo efficientamento energetico grazie a un idoneo isolamento dell'involucro edilizio ma non deve avvenire a scapito della sicurezza dal rischio incendi.

Le proposte alle istituzioni
Rockwool si è unita alle associazioni Confabitare e Movimento Consumatori in un'azione sinergica - conclude la lettera - al fine di poter assicurare che il tema della sicurezza antincendio, un criterio fondamentale per la sostenibilità dei una nuova generazione di edifici sostenibili in Italia, in particolare per quanto riguarda la prevenzione degli incendi in facciata, sia affrontato dal Governo in modo da ridurre al minimo i rischi per proprietari ed occupanti degli edifici.

Nello specifico:
• Gli incendi degli edifici di Milano e di Torino evidenziano la necessità di introdurre una normativa italiana sulla sicurezza antincendio che, per gli edifici di altezza elevata e gli edifici ad alto rischio, vieti l’uso di materiali combustibili per facciate e coperture, al fine di garantire tempi idonei di evacuazione delle persone e rendere più sicura l'azione dei soccorritori.
• Lo Schema di decreto ministeriale recante «Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per le chiusure d'ambito degli edifici civili, ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139» inviato alla Commissione europea in data 26 ottobre 2021,deve essere modificato e prevedere requisiti chiari per le barriere tagliafuoco situate a ogni piano per assicurare una compartimentazione antincendio affidabile e, volta a prevenire una rapida propagazione verticale del fuoco attraverso la facciata.
• La normativa proposta deve inoltre garantire che il livello complessivo di sicurezza richiesto per le facciate assemblate con prodotti venduti in “kit” (ad esempio, Etics) non sia in alcun modo inferiore a quello delle facciate realizzate con prodotti venduti singolarmente.
• Si deve inoltre considerare che in questo periodo, la necessità di fare i lavori con tempistiche ristrette a causa delle scadenze del superbonus, può andare a scapito della qualità dei lavori. Durante la fase di realizzazione della coibentazione in facciata, l'installazione dell'isolante di spessore elevato prevede che lo stesso rimanga privo di protezioni, creando, in caso di incendio, un rischio per gli occupanti dell'edificio se si tratta di materiale combustibile.
• L'attuale normativa vieta l'installazione di rivestimenti o isolamenti combustibili su edifici residenziali oltre i 18 metri.L'Italia dovrebbe vietare completamente l'uso di materiali combustibili per gli edifici oltre i 18 metri e quelli ad alto rischio come scuole, ospedali, strutture di cura, riducendo così i pericoli ed i rischi cui sono sottoposti occupanti e soccorritori in caso di incendio.


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