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Disabile costretto in casa a Bologna: sì all’ascensore, lo comunica Confabitare

di Redazione

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Lieto fine per la vicenda relativa al disabile costretto in casa a Bologna, a cui era stata bloccata la realizzazione dell’ascensore. Lo ha comunicato Confabitare che aveva diffuso la notizia e si era messa al fianco della famiglia. «Siamo felici che Emo Gruppioni abbia vinto la sua battaglia e possa inserire l'ascensore condominiale all'interno del superbonus 110% - le parole di Alberto Zanni, presidente nazionale di Confabitare - C'è riuscito grazie, soprattutto, alla temerarietà della figlia Elisa - che non si è mai data per vinta. Non dobbiamo abbandonare questa famiglia proprio ora, perché l'ascensore si farà ed è il loro più grande ostacolo alla normalità, ma dobbiamo aiutarli ad abbattere le altre barriere, architettoniche e non, che limitano la loro vita».

La vicenda
Confabitare - Associazione proprietari immobiliari - segue da tempo la vicenda del proprio associato Emo Gruppioni, costretto in casa da 15 anni, per l'installazione dell'ascensore con l’ausilio del Superbonus 110%. Benché Elisa (con delega del padre) abbia avuto l'assenso finale all'asseverazione dell'ascensore all'interno del superbonus, il 30 luglio un condomino ha impugnato la delibera e la paura di Elisa era di non riuscire a rispettare i tempi del superbonus 110% per via della mediazione. Vista la gravità del caso Confabitare lo ha denunciato ai media e grazie a questa denuncia èarrivato prima l'appello di J-Ax e in seguito a questo sono intervenuti l'ex Sindaco Virginio Merola e il nuovo Sindaco Matteo Lepore che hanno confermano quanto sostenuto dall’ingegnere e dall'architetto che firmeranno il progetto, ovvero che non ci sono ostacoli strutturali all'installazione.

Sostegno economico ora per lavori interni all’abitazione
Un altro problema riguardante le barriere architettoniche che affligge la vita di Emo è il bagno, quello attuale va ristrutturato perché non idoneo ad un disabile e per ristrutturarlo ci vogliono circa 10.000 euro. Elisa ha un buon lavoro, ma parte del suo stipendio ogni mese lo spende per le esigenze di salute dei genitori, che purtroppo hanno un Isee di 8.737 euro l'anno, relativo alla sola pensione di Emo (perché la mamma, anziana la cui salute è evidentemente compromessa, pur disabile al 90% non percepisce alcuna pensione né di invalidità, né sociale, a causa dei limiti di reddito) ed un reddito complessivo di circa 13700 euro l'anno, non sufficienti a far fronte alle esigenze di salute di entrambi, dunque avendo mensilmente questa necessità non riesce a mettere nulla da parte.



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