Dalle Associazioni

Ultima spiaggia per l’assemblea in videoconferenza

di Rosario Calabrese (presidente nazionale Unai)

Nonostante lo strombazzare della comparsa di turno.
Nonostante le fanfare, Nonostante il clamore dei media, anche il Dl Semplificazione ha completato il suo iter, ma dell'assemblea online (data per certa dalla sirena incantatrice di turno), nel nostro ordinamento non c'è traccia!
Eppure i rulli di tamburo, i megafoni, la stentorietà delle affermazioni del “salvatore della patria” di turno, davano la cosa per garantita. Si dichiarava di aver aggregato i parlamentari di tutte le correnti, si era fatto credere di aver quasi costituito un governo di “unità nazionale” che avrebbe finalmente risolto i problemi del condominio ….
Questi personaggi hanno goduto dell'effimera notorietà dello scoop … ma noi siamo ancora qui a subire le pressioni dei condomini che vogliono le assemblee e l'iniquità di un legislatore che non tiene in alcuna considerazione il mondo del condominio e gli amministratori in particolare.
Devo ammettere, ahimè, che anche UNAI ha presentato i suoi emendamenti, in tutte le occasioni in cui è stato possibile e, ad onor del vero anche i nostri emendamenti non stati recepiti!
C'è differenza, però, fra il nostro comportamento serio, moderato, determinato (ma senza enfatizzazioni) e il comportamento di quanti usano i media e le sciagure degli amministratori di condominio solo per farsi belli e cercare di guadagnare consenso personale.
Innanzitutto va evidenziato che alcuni degli emendamenti presentati, io, li ho letti. Erano strampalati, sconclusionati, incoerenti: specchio di quella ignoranza diffusa che viene scambiata per cultura condominiale e che alberga, purtroppo, anche nelle parole di tanti equivoci personaggi che dichiarano di rappresentare la categoria degli amministratori.
Basta però questo semplice motivo a spiegare come mai il legislatore, nell'ambito dell'emergenza Covid-19, abbia totalmente ignorato il condominio?
A ben guardare ce n'è un'altra di motivazione, determinante.
Tutti ricordiamo che, in occasione della conversione in legge del DL 34 erano stati presentati oltre 2.800 emendamenti, la stragrande maggioranza in materia di condominio.
Presentati da chi?
Il problema della nostra categoria consiste nel fatto che, qualsiasi sfaccendato, domani mattina, è legittimato a svegliarsi e costituire una nuova associazione degli amministratori, così come qualsiasi sedicente “esperto” può scrivere sciocchezze, nella certezza di trovare qualcuno che gliele pubblica .
Di conseguenza: - se al legislatore arrivano 56 proposte di emendamento, simili tra loro ma comunque diverse; modificate fosse anche solo in parte (giusto per metterci il proprio nome);
- se qualsiasi personaggio il quale, autoreferenzialmente, ritiene di essere un “esperto di condominio” e fa le sue proposte di emendamento, appoggiandosi al parlamentare di turno (tanto chi non conosce almeno uno?);
- Se qualsiasi parolaio in grado di parafrasare una massima giurisprudenziale (che si considera o viene considerato da altri, competenti quanto lui di quella in-competenza che solo i social network possono dare) si sente il diritto di far presentare il suo emendamento;
quanti saranno gli emendamenti che perverranno alle commissioni, del Parlamento o del Senato, in materia di condominio?
Velo dico io: talmente tante da far passare la voglia, a chiunque, di prenderle in considerazione!
Un vecchio adagio recita: “quando troppi galli cantano non fa mai giorno”!
Infatti noi amministratori di condominio siamo nella notte più profonda; la più buia!
Stiamo vivendo il momento più tragico della nostra storia di categoria.
Ecco perché mi sono sentito in dovere di far sentire la mia voce è invitare, sia i politici, sia gli amministratori, sia tutti quelli che non hanno niente da fare e vogliono venirlo a fare nel mondo del condominio, di astenersi dal continuare a molestare chi ha voglia di lavorare seriamente e nel mondo del condominio crede e ci vive.
Rappresentare la categoria è un impegno gravoso e impegnativo, non possiamo sprecare le nostre energie a difenderci anche dal “FUOCO AMICO”.
Anche in questo frangente, in relazione al DCPM 7 agosto, UNAI ha presentato i suoi emendamenti.
Unicamente quelli indispensabili: la modifica degli articoli 1136 codice civile, 66 disposizioni di attuazione del codice, al fine di consentire la tenuta di assemblee in videoconferenza e garantire lo spostamento del termine di 180 giorni previsto dall'articolo 1130 co.1 p. 10, proponendo di farne slittare l'inizio di decorrenza dalla data in cui sarà proclamata la cessata emergenza Covid-19 (salvo termine di maggior vantaggio nel caso l'inizio della decorrenza fosse successivo.
Ancora una volta affrontiamo questa battaglia da soli (meglio soli che mal accompagnati!) dal momento che 56 associazioni non sono una rappresentanza, ma un caos!
Mi si deve dare atto che, personalmente, ho tentato di fare una selezione (tentando di utilizzare criteri rigidi di riferimento) ma perfino i soggetti selezionati hanno dimostrato di essere quello che la gente pensa degli amministratori di condominio: ladri (… di denominazioni registrate), affetti da protagonismo e inconsistenza concettuale.
Per fortuna gli amministratori non sono tutti così e neppure lo sono tutti i loro rappresentanti.
Ad ogni modo esiste il codice penale… purtroppo, però, non esiste una norma (penale o civile) per imporre al legislatore di ascoltare il “grido di dolore” che si leva dalla voce degli amministratori seri.
Possiamo solo augurarci un moto di resipiscenza da parte dei politici e un moto di vergogna da parte degli intrusi, augurarci che si siano stancati di fare brutte figure millantando, e promettendo, cose che non sono in grado di mantenere. Occorre lasciare alla parte sana della categoria, la possibilità di far sentire la sua voce, a prescindere dalle appartenenze associative e dai personalismi, nell'interesse collettivo e nell'interesse della tranquillità sociale, dal momento che la stragrande maggioranza (la quasi totalità) degli italiani vive in condominio! Continuo a non capire come mai i nostri parlamentari (i quali, suppongo, siano coscienti del fatto che se si trovano seduti su quegli scranni è perché sono stati eletti) non si preoccupino di venire incontro alle esigenze, conclamate, degli Elettori-Condomini, i quali alla prossima tornata elettorale saranno chiamati a rieleggerli e avranno la facoltà di mettere la croce sul loro nome, nella scheda elettorale, o una croce sulla loro carriera politica.
Incrocio le dita e mi appello al buon senso di tutti.


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