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Confabitare al Governo: correggere il decreto semplificazioni per rilanciare l’immobiliare

di Redazione

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Continua il dialogo tra Confabitare, associazione proprietari immobiliari, ed il Governo ed i parlamentari, a cui il presidente dell’associazione Alberto Zanni ha inviato una lettera con proposte di modifica del decreto semplificazioni.

A seguito dell'approvazione, da parte della Camera dei deputati, dell'emendamento presentato dal Gruppo Leu, è stata introdotta la proroga dal 1° settembre al 31 dicembre 2020 dell'esecuzione degli sfratti di cui all'articolo 17 bis del decreto Rilancio.Confabitare si è detta «estremamente preoccupata per questa scelta che, ancora una volta, scarica una parte del welfare sui proprietari che non sono né possono diventare i “servizi sociali” al posto dello Stato e dei Comuni e, cosa ancora più grave, finisce per legittimare i furbi che non pagano e restano per un tempo molto lungo dentro gli immobili (dei cui redditi i locatori, magari, hanno necessità per sopravvivere)».

Il provvedimento, sottolinea l’associazione propietari immobiliari, non coinvolge in alcun modo i contratti “colpiti” dall'emergenza, mentre “regala” a tutti gli effetti un salvacondotto sulle morosità antecedenti il manifestarsi dell'epidemia. Confabitare pertanto sottopone al Governo precise proposte da inserire nel decreto Semplificazione:

Revisione articolo 17 bis del Dl 34/2020
Nuovi termini per la sospensione dell'esecuzione degli sfratti:
- 31 dicembre 2020 con riferimento esclusivo agli sfratti per morosità notificati e convalidati dopo il primo giugno 2020 e relativi a canoni non pagati da primo febbraio 2020 in poi, con previsione di compensazione per i locatori.
- 1° settembre 2020 con riferimento esclusivo agli sfratti per morosità convalidati fra il giorno primo gennaio 2020 e il giorno 28 febbraio 2020.
- nessuna sospensione per gli sfratti per morosità la cui convalida sia antecedente il primo gennaio 2020.
- nessuna sospensione per gli sfratti per finita locazione, dato che sarebbe priva di qualsiasi logica se non quella di arrecare danno ai locatori.

Compensazione
Per gli sfratti con sospensione al 31 dicembre, si chiede l'introduzione di una compensazione fiscale a vantaggio dei locatori, mediante previsione di un “bonus” da portare in compensazione sulla dichiarazione dei redditi, utilizzabile in 5 rate fisse annuali a partire dalla dichiarazione 2020. Si richiede anche che siano adottate forme di indennizzo indiretto e di compensazione che possano riequilibrare l'intero comparto delle locazioni. In questo modo potrebbero essere salvati moltissimi contratti in corso ed impedito il proliferare degli sfratti.

Cedolare secca uso residenziale
Confabitare suggerisce un’aliquota al 10% su tutto il territorio nazionale. Infatti, questa agevolazione fiscale è già in vigore in caso di emergenza a seguito di eventi calamitosi; l'attuale normativa prevede che l'applicazione della medesima sia del 10% anziché del 21%, con riferimento ai contratti di locazione a canone concordato (cosiddetto 3+2) stipulati per immobili situati in Comuni per i quali è stato deliberato, negli ultimi 5 anni precedenti la data del 28 maggio 2014, lo stato di emergenza a seguito di eventi calamitosi.

Per l'anno 2020 questa riduzione di aliquota dovrebbe applicarsi su tutto il territorio italiano che è stato interessato in questi mesi dall'effetto pandemia del Covid-19, un effetto sicuramente paragonabile ad uno stato di emergenza a seguito di eventi calamitosi. Inoltre la durata di questa previsione – per essere realmente compensativa e prevenire la proliferazione degli sfratti – dovrebbe essere di almeno 3 anni.

Imu del 25% e cedolare secca commerciale
Per prevenire, attraverso gli sfratti per morosità pressoché inevitabili, la chiusura di decine di migliaia di attività artigianali, commerciali, produttive e professionali ed il conseguente licenziamento di decine di migliaia di lavoratori e collaboratori, si chiede al Governo di adottare provvedimenti finalizzati ad incentivare la sottoscrizione, anche in modalità assistita e garantita, di accordi con i proprietari immobiliari volti alla riduzione, anche in via temporanea, dei canoni di locazione.

Confabitare chiede di reintrodurre, per almeno tre anni, la cedolare secca per le locazioni ad uso diverso dall'abitativo con l'aliquota speciale unica del 10 per cento, in alternativa rispetto al regime ordinario vigente per la tassazione del reddito fondiario ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e delle persone giuridiche e dei soggetti individuali con Partita Iva.



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