Gestione Affitti

Il Tar deciderà sulla legittimità del «Cir» per gli affitti turistici

di Fabio Diaferia (presidente di Pro.Loca.Tur)

Locazioni brevi: il TAR Lombardia ha ritenuto «apprezzabili favorevolment»e le istanze dei proprietari degli “Airbnb” che hanno chiesto la sospensione dell'obbligo di utilizzo del codice identificativo (CIR).
A seguito della impugnazione della delibera della Giunta Regionale che ha introdotto l'obbligo di chiedere e di pubblicare un codice identificativo regionale (CIR), il Tar Lombardia, con ordinanza del 24 ottobre 2018 ha «Ritenuto che le esigenze cautelari siano tutelabili adeguatamente con la sollecita definizione del giudizio nel merito e anche in considerazione del fatto che la decisione di costituzionalità in ordine alla norma legislativa regionale contestata è prevista per la data del 5 marzo 2019» ha fissato l'udienza per la discussione sul merito per il 20 marzo 2019.
E ora cosa succede? Regione Lombardia potrebbe, in teoria, già dal prossimo 1° novembre 2018 applicare le sanzioni previste per chi ometta di indicare il CIR nel proprio annuncio e per i portali che pubblichino annunci privi del CIR.
Regione Lombardia, tuttavia, non ha previsto una procedura per la richiesta del CIR da parte dei proprietari che danno in locazione i propri alloggi ai sensi della legge 431/1998 (locazione turistica) o del d.l. 50/2017 (locazione breve), ma l'ha prevista solo per i gestori delle strutture ricettive di cui all'articolo 26 della legge regionale 27/2015 (cosiddette “cav”).
I proprietari e i portali rischiano quindi di essere sanzionati per la mancanza di un codice che non hanno la possibilità di richiedere o di vedersi cancellati gli annunci privi del CIR da parte dei portali.
A fronte di eventuali sanzioni, e stante la pendenza dei giudizi dinnanzi alla Corte Costituzionale e al TAR, ai proprietari non resterebbe altro da fare che presentare altri ricorsi, sollevando la stessa questione di costituzionalità, già sollevata dal Governo in via principale e da Pro.loca.tur in via incidentale.
Se poi la Corte Costituzionale dovesse dichiarare l'incostituzionalità della legge regionale 7/2018 (che ha introdotto il CIR nella legge 27/2015) o il TAR dovesse accogliere il ricorso di Pro.loca.tur, i proprietari e i portali che fossero stati sanzionati o che avessero sostenuto delle spese per ricorrere contro le sanzioni, avrebbero titolo per chiedere il risarcimento dei danni. Nei confronti di chi avesse materialmente irrogato le sanzioni potrebbe poi ipotizzarsi anche il danno erariale.
I proprietari si augurano quindi che possa prevalere il buon senso e quindi, in attesa del giudizio della Corte Costituzionale e del TAR, che vi sia una moratoria nella applicazione delle sanzioni.
Da oggi a fine marzo, oltre alle festività natalizie, sono in programma importanti manifestazioni quali la “fashion week” e la Borsa Internazionale del Turismo (BIT), ricorda Diaferia. Se i proprietari, spaventati dal rischio delle sanzioni, auspicate soprattutto da Confcommercio, dovessero decidere di togliere temporaneamente i propri annunci dai portali, si assisterebbe ad una drastica riduzione del numero degli arrivi che finirebbe per danneggiare proprio i commercianti (taxi, negozi, ristoranti, bar, caffè) che vivono anche e soprattutto grazie alle spese dei turisti che alloggiano negli appartamenti dati in locazione breve dai proprietari.
Questo il testo dell'articolo 55, comma 10, del Codice del Processo Amministrativo: «Il tribunale amministrativo regionale, in sede cautelare, se ritiene che le esigenze del ricorrente siano apprezzabili favorevolmente e tutelabili adeguatamente con la sollecita definizione del giudizio nel merito, fissa con ordinanza collegiale la data di discussione del ricorso nel merito».


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