Risparmio Energetico e Tecnologie

Contabilizzatori, un anno è passato ma il mercato è fermo. E anche le sanzioni

di Antonello Guzzetti (Qundis Italia)

Il 30 giugno 2017 è scaduto il termine, fissato dal decreto legge 244/2016, per l'installazione dei sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore negli edifici serviti da impianto termico centralizzato. Per i proprietari di immobili e condomìni che non si fossero adeguati, una multa da 500 a 2500 euro.
Oggi, oltre due mesi dopo il primo compleanno di questa scadenza, pare necessario tracciare un bilancio dell'anno appena trascorso per capire cosa sia andato storto e cosa sta cambiando. A fine 2017, QUNDIS aveva dichiarato come – secondo analisi interne, supportate dai dati ISTAT – ci fossero all'incirca un milione di appartamenti da adeguare a norma ed è strano dover riscontrare oggi come quei numeri siano rimasti pressoché invariati nel corso della prima metà del 2018.
Il mercato tende a rimanere fermo e, ciò che si sta muovendo è principalmente legato agli interventi di replacement di chi – con più lungimiranza – aveva installato i contabilizzatori di calore già dieci anni fa. E ciò che lascia interdetti è che non solo il mercato della contabilizzazione del calore è in stallo, ma anche quello della contabilizzazione dell'acqua. Al di là, quindi, di ogni obbligo di legge.
Dando per buone le relazioni di non convenienza economica della contabilizzazione da parte di progettisti e società specializzate, ciò che ha contribuito a questa situazione è il fatto che nel nostro paese per molti – non per tutti per fortuna - “un obbligo di legge” rimanga un optional anche quando sia motivato da una convenienza economica per l'utente.
E' utile però che se ne torni a parlare. In Piemonte, ad esempio, si è riaperto il dibattito con le dichiarazioni della Città Metropolitana di Torino che ha confermato di aver incassato zero multe a fronte di 20 inadempienze notificate . Ma almeno si riapre il dibattito. Come si è tornati a parlare della UNI 10200 e dell'auspicata revisione a cui è sottoposta da ormai tre anni, con particolare riguardo alla procedura di calcolo di ripartizione e alle condizioni stesse di utilizzo dei ripartitori di calore. E, da ultime indicazioni, sembra che ormai si sia giunti al rush finale e la modifica verrà chiusa a breve.
In questa fase così delicata ciò che si può auspicare è che si ritorni a parlare di questi temi che vedono coinvolti molteplici attori e che si faccia un plauso al lavoro svolto nel corso di questi ultimi anni dagli amministratori di condominio, troppo spesso lasciati soli nella loro opera di persuasione e informazione.
Ciò che possiamo fare dal canto nostro è, quindi, continuare a sensibilizzare. E' il momento opportuno per pianificare i lavori per l'adeguamento a norma degli edifici coinvolti dalla normativa, approfittando dell'estate e dell'autunno in cui si può operare agevolmente grazie al fatto che i radiatori non sono ancora in funzione.


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