Risparmio Energetico e Tecnologie

Contatori di acqua e calore ancora poco diffusi - I rimedi per il «consumo estivo»

di Saverio Fossati

Contabilizzatori, siamo lontani dall’obiettivo. Come ha evidenziato Antonello Guzzetti, country manager di Qundis (azienda leader nella produzione degli apparecchi) nel corso di Expocomfort 2018, «L’Italia non è ancora un mercato saturo, se si esclude il Nord Ovest. Nel 2016 producevamo 27mila ripartitori al giorno, che oggi servono circa 6 milioni di appartamenti. Ma Emilia Romagna e Toscana, a quanto ci risulta, sono ancora in ritardo».

Un dato spiegato in parte da Anammi (associazione di amministratori condominiali), che a seguito di un sondaggio tra i suoi iscritti ha denunciato le difficoltà: per il 75% degli iscritti l’operazione di adeguamento si è dimostrata «assai impegnativa». Anche se solo il 3,3% degli iscritti ha segnalato una totale impossibilità di installazione negli immobili amministrati. E il 48% degli amministratori ha segnalato che è stato difficile far accettare e comprendere agli amministrati l’obbligo di installare le temovalvole, che a tutt’oggi nel 49% dei condomìni registrano inconvenienti tecnici.

Un altro aspetto riguarda un problema sul funzionamento dei contabilizzatori nel periodo estivo. Ne parla Giuseppe Mazzei dell’Associazione nazionale contabilizzazione calore e acqua: «Si enfatizza un fenomeno che si può verificare d’estate, a impianti spenti. Se un termosifone è esposto ai raggi solari e la sua temperatura aumenta o se la temperatura del radiatore supera di molto quella che lo circonda, ecco che il ripartitore percepisce il calore e si mette a contare alcuni scatti come se il termosifone fosse riscaldato dall’acqua calda dell’impianto termico, che invece è spento» . Idem se un termosifone si trova in un ambiente che viene refrigerato da aria condizionata in maniera brusca e significativa: «Il ripartitore - prosegue Mazzei - percepisce la differenza di temperatura tra l’aria e il termosifone e si potrebbe mettere a contare alcuni scatti». Ma le norme tecniche, in particolare della Uni En 834/2013, prevedono questa eventualità: «I ripartitori più evoluti possono essere programmati in modo che non vengano conteggiati consumi se non al di sopra di una definita differenza di temperatura che tenga conto delle condizioni ambientali in cui il radiatore si trova». In alternativa, si può completamente escludere il conteggio di scatti durante il periodo estivo, eccetto per le zone climatiche F. «Se alcune di queste funzioni non fossero ancora attivate - conclude Mazzei - c’è un metodo molto elementare: alla fine di ogni stagione termica, quando si spegne l’impianto, si rilevano i dati riportati dai ripartitori; poi, quando la stagione termica deve ripartire, si ricontrollano gli scatti riportati dai ripartitori, si fa la sottrazione e si sa quanti sono i consumi fittizi di cui non tener conto nella ripartizione delle spese per la contabilizzazione individuale.

Ma anche sui contatori individuali dell’acqua ci sono ritardi: lo segnala Andrea Proietto, technical expert di Qundis: «Sono obbligatori da tempo ma i condomìni sono poco sensibili al problema, anche perché hanno appena sopportato la spesa dei contabilizzatori di calore. E forse anche perché in Italia l’acqua costa in media 1 euro al metro cubo e in Germania, dove li hanno quasi tutti, arriva a 7 euro».


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