Risparmio Energetico e Tecnologie

Con il «cappotto termico» si taglia la bolletta del 20%

di Adriano Lovera

È un intervento di nicchia, a giudicare dalle richieste. Eppure, soprattutto se abbinato a una ristrutturazione generale dell’immobile, compresi nuovi serramenti, promette di ottimizzare le prestazioni termiche della casa e non pensarci più anche per 30 anni. Parliamo dell’isolamento delle pareti o “cappotto termico”. Secondo il Rapporto annuale appena pubblicato dall’Enea, relativo agli interventi di efficienza energetica con detrazione al 65%, nel 2016 i lavori di coibentazione delle pareti verticali (esclusi i solai) sono stati 13.470, circa il 3,7% sul totale. Hanno movimentato investimenti per 300 milioni di euro e permesso un risparmio energetico di 106 gigawatt/ora annui, il 9,6% sul totale complessivo realizzato grazie ai lavori di efficientamento. «Negli ultimi anni, circa il 60% di queste opere ha riguardato singoli appartamenti in condominio – aggiunge Ilaria Bertini, responsabile aggiunto dell’Unità tecnica di efficienza energetica dell’Enea – il 25-30% abitazioni isolate, e in minima parte interi stabili».

Ma quali sono le opzioni e le soluzioni in campo? Ecco una prima divisione. Negli appartamenti si sceglie di isolare le pareti dall’interno. «In questo caso, i lavori non riguardano mai tutti i lati, ma di solito i due muri ad angolo più esposti al freddo – spiega Alessandro Panzeri, ingegnere dell’Anit (Associazione nazionale isolamento termico e acustico) –. Nelle villette singole, invece, è preferibile procedere all’esterno per non sprecare spazio dentro le stanze». In entrambi i casi, lo spessore dell’isolamento necessario dipende dalla fascia climatica in cui si trova l’immobile e dalle sue particolari condizioni (esposizione al sole, impianto di riscaldamento, condizioni del tetto o del solaio). In generale, nelle zone climatiche più fredde come F ed E (che comprende la pianura Padana e città come Milano o Bologna), si rimane sui 10-12 centimetri, per scendere anche a 8 o 5 nelle zone più miti, dove l’isolamento contrasta soprattutto il caldo estivo.

Quanto al tipo di intervento, sul mercato c'è grande varietà di soluzioni. «Le più usate prevedono l’uso di polistirolo espanso o estruso, oppure lane minerali, di vetro o roccia, o ancora il poliuretano. Ed è molto richiesta anche la lana di legno mineralizzata». La scelta dipende dal prezzo, ma soprattutto va fatta seguendo le indicazioni di un professionista, dopo uno rilievo termotecnico preliminare (può costare 150-200 euro). «Meglio evitare, comunque, alcune proposte low cost che promettono di proteggere l’abitazione con pochi millimetri di isolante che respinge le radiazioni termiche. Hanno qualche effetto all’esterno in quanto riflettono il calore del sole, ma non servono a niente all’interno», aggiunge il responsabile Anit. Quanto ai prezzi, si ragiona sul costo al metro quadrato, comprensivo di manodopera, materiale ed eventuali ponteggi. Abbiamo chiesto alcuni preventivi sul sito Instapro per un bilocale da 60 metri quadrati a Milano, ricevendo proposte di massima variabili tra 48 e 85 euro al metro quadrato, per uno strato di 10 cm. «Senz’altro quest'ultimo è il costo più ragionevole per ottenere un lavoro fatto ad arte», consiglia Panzeri. Naturalmente la spesa complessiva varia molto dalla superficie, perché in appartamento possono bastare 10-12 metri quadrati, cioè l'equivalente di due muri esterni, mentre in una casa singola generalmente si isolano tutte le pareti. Secondo i calcoli dell'Enea l’isolamento delle pareti permette un risparmio energetico almeno del 20% annuo, sommando il combustibile in meno bruciato per riscaldare e il minor numero di ore necessarie di condizionamento per rinfrescare d’estate. «Il costo dell'intervento in media si recupera nel giro di 8-9 anni. Ma contando di portare in detrazione il 50% o il 65% della spesa, in realtà il ritorno avviene nella metà del tempo. E comunque, al di là dell’aspetto economico, il beneficio maggiore è nel comfort – suggerisce ancora il responsabile Anit –. Ciò che conta è procedere solo dopo una diagnosi generale dell’abitazione. Un professionista serio dovrebbe presentare un modello in cui stimare il rapporto costo benefici a seconda che si decida di intervenire sull’isolamento, sui serramenti, sul tetto o su tutti i versanti insieme».


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