Risparmio Energetico e Tecnologie

Riqualificazione a ostacoli

di Marco Borgarello

L'efficienza energetica ha da sempre posto al cuore della propria azione il tema dell'edilizia, riconoscendo a quest' ambito la possibilità di aggredire uno dei principali settori di consumo di energia e di offrire un significativo mercato a un settore attraversato da un periodo di profonda crisi. Tuttavia, è un dato di fatto, anche registrato dai dati ANCE (Osservatorio congiunturale sull'industria delle costruzioni) che gli interventi di efficienza energetica nel comparto residenziale non vengano realizzati o, quantomeno, non nella misura che sarebbe lecito attendersi.

Perché dunque? Un recente studio di RSE – società del Gruppo GSE - sul tema “Edifici Energeticamente Efficienti: un'opportunità”, culminato nella pubblicazione della omonima monografia nella collana RSEView, tenta di dare delle risposte sul perché non si riesca a far decollare le riqualificazioni energetiche, su quali sono i margini di risparmio che si possono ottenere nelle proprie case, su quanto costa riqualificare e quali sono le opzioni a disposizioni.

Il punto della questione è almeno in apparenza semplice: potenzialmente, proprio in questo momento, l'efficienza energetica si trova ad operare su un terreno particolarmente fertile. Vi sono, infatti, prescrizioni di legge che impongono obiettivi di efficienza, opportuni e importanti fondi e strumenti di incentivazione, sono a disposizioni tecnologie per ridurre i consumi energetici affidabili e, spesso – come emerge proprio dallo studio RSE - con tempi di ritorno economico inferiori ai 15 anni.

Inoltre, vi è un mercato potenziale di circa 12 milioni di edifici residenziali distribuiti in Italia, di cui il 65 per cento circa è stato costruito prima che fosse emanata una qualsiasi legge sulla prestazione energetica in edilizia. Questa significa, come evidenziano gli studi di RSE, poter (e dover) intervenire su oltre il 60 per cento degli edifici, con l'obiettivo di realizzare un potenziale risparmio pari a circa a ¼ degli attuali consumi annui del settore.

È evidente dunque che la cinghia di trasmissione ha degli elementi di frizione.

Per individuarli, RSE ha condotto interviste a un panel selezionato di differenti attori coinvolti nella filiera, spaziando dalle imprese alle banche, dalle associazioni agli amministratori locali e ai consumatori, così da poter intercettare una pluralità di punti di vista. Nella Figura è fornito un quadro di sintesi delle risposte ricevute, indicando con una gamma di colori, un valore di importanza che va da 1 (poco rilevante, barra verde) a 5 (molto rilevante, barra rossa). Dall'indagine è emerso che vi sono almeno tre punti con criticità maggiore di 4: la mancanza di informazione, il tema del finanziamento e il processo decisionale.

Il primo e più importante fa leva su aspetti culturali e di scarsa o poco qualificata informazione, che complessivamente determinano un riconoscimento solo marginale del “valore” delle riqualificazioni energetiche. I cittadini, sebbene siano sensibili ai costi energetici, non sono tuttavia coscienti della reale possibilità di ridurre significativamente i propri consumi attraverso interventi mirati, che si possono ripagare – appunto - attraverso i risparmi energetici. L'evidenza di ciò è che la maggior parte degli interventi ad oggi realizzati, sono trainati quasi esclusivamente dalla necessità di ristrutturare, di aumentare il confort della abitazione; la riduzione dei consumi non è quasi mai l'obiettivo principale del lavoro.

Il secondo punto è legato al fatto che lo sviluppo del mercato è fortemente rallentato dal difficile coinvolgimento di soggetti finanziari che consentano investimenti significativi caratterizzati da lunghi tempi di rientro. Le banche e le assicurazioni dovrebbero creare linee di credito dedicate, agevolando il finanziamento dell'opera e fornendo certezza nel rientro dei costi. Su questo fronte alcuni passi avanti si stanno facendo, anche attraverso la creazione di fondi (di natura pubblica o privata) alimentati attraverso un credito agevolato da parte di banche, finanziamenti regionali ed europei.

Infine una barriera decisiva risiede nel processo decisionale e nella difficoltà di mettere d'accordo un numero consistente di persone su investimenti onerosi. La soluzione, passa attraverso il coinvolgimento informato di tutti gli interlocutori (utenti e amministratori) e sulla capacità di convincere e fornire certezze sui risultati e assicurazioni sulle prestazioni.

Un punto di speranza: la richiesta di finanziamenti è in aumento, indice che qualcosa si sta muovendo e anche per i condomini sembra che i tempi stiano per diventare maturi per la realizzazione di un numero considerevole di progetti.


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