Risparmio Energetico e Tecnologie

La delibera «salva» l’autonomo

di Giuseppe Bordolli

È illegittima l’ordinanza sindacale che obbliga un condominio – nella persona del suo amministratore – a ripristinare il servizio di riscaldamento centralizzato, e i singoli condòmini a eliminare gli impianti autonomi già installati, quando la realizzazione di detti impianti derivi da un’espressa delibera condominiale.

È quanto ha affermato il Tar Piemonte nella sentenza 996/2015.

Nel caso di specie un caseggiato, privo del locale caldaia, era stato costretto a prendere in locazione un vano dall’adiacente condominio per installare l’impianto di riscaldamento centralizzato.

Tuttavia, a causa del recesso da parte del locatore e dell’impossibilità di individuare altro locale idoneo all’installazione di una caldaia, i condomini deliberavano di smantellare l’impianto centrale e di dotarsi di impianti unifamiliari.

A seguito di sopralluogo dei vigili del fuoco, però, veniva contestata la violazione della normativa regionale che non consente di realizzare impianti di riscaldamento autonomo (salvo rari casi).

Successivamente il sindaco emetteva ordinanza contingibile e urgente (a tutela della salute pubblica) con la quale ordinava all’amministratore il ripristino dell’impianto centralizzato e ai singoli condomini, che si erano già adeguati alla delibera, l’eliminazione degli impianti di riscaldamento autonomi realizzati nei propri appartamenti.

I condòmini e l’amministratore impugnavano il provvedimento davanti al Tar, sottolineando l’assenza di rischi per l’incolumità pubblica e l’impossibilità di ripristinare l’impianto centrale in contrasto con la volontà espressa dall’assemblea.

Queste considerazioni sono state condivise dal Tar che, nell’annullare il provvedimento impugnato, ha rilevato come l’ordine di ripristinare l’impianto centralizzato non può essere rivolto all’amministratore che non può di propria iniziativa compiere un atto di straordinaria amministrazione (quale la modifica delle scelte del condominio con riferimento all’impianto di riscaldamento) in palese contrasto con un’esplicita delibera del condominio (tanto più che, non era configurabile un pericolo per l’incolumità pubblica).

In ogni caso, ad avviso dello stesso Tar, l’ordine di eliminazione degli impianti autonomi riferibile ai singoli condomini, da un lato avrebbe esposto i condomini che avevano rispettato la delibera condominiale ai rischi connessi alla mancanza di riscaldamento (quindi non avrebbe alcuna funzione di far fronte ad alcun pericolo) dall’altro non avrebbe implicato l’automatico ripristino dell’impianto centralizzato.


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