Risparmio Energetico e Tecnologie

Caldaie e bollino blu, norme regionali in ordine sparso

di Silvio Rezzonico e Maria Chiara Voci

Nonostante da due anni sia in vigore il Dpr 74/2013 - che fissa per tutta Italia nuove regole, temporalità di controllo e classi di suddivisione per gli impianti termici – le Regioni (e in certi casi anche le Province e i Comuni sopra i 40mila abitanti) continuano ad agire in ordine sparso sul fronte delle norme per il controllo dei fumi delle caldaie e per il pagamento del cosiddetto bollino blu. Anche senza averne (il più delle volte) titolo.

La questione riguarda tutti gli impianti a gas, sia domestici che condominiali di piccola e grande taglia, cioè fra i 35 e i 100 kW o sopra tale soglia e tocca il solo ambito delle ispezioni per l'efficienza energetica (perché a stabilire invece le tempistiche per la manutenzione degli impianti è la casa produttrice).

Le regioni che, dopo la svolta imposta a livello statale, hanno recepito in maniera completa una disciplina per definire tempi e modi di verifiche e manutenzioni sono appena cinque, cioè Lombardia, Marche, Umbria, Liguria e Toscana. Lo rivela un recente focus, realizzato dagli esperti di e-training, società di consulenza e formazione per installatori e tecnici. Di queste, poi, soltanto la Regione guidata da Maroni (interpretando in modo rigoroso le carte) è davvero in regola, perché è l'unica ad aver indicato nei propri testi in modo esplicito il recepimento non solo del Dpr 74/2013, ma anche dell'ultima normativa europea sull'efficienza energetica 31/2010/UE (in tutti gli altri casi viene invece citata la precedente direttiva 2002/91/CE, ormai superata).

Abruzzo, Piemonte, Puglia, Sicilia e Veneto sono, invece, scese in campo, ma in modo solo parziale. Il Piemonte ha, infatti, deliberato soltanto la parte inerente il libretto di impianto, modificando leggermente la disciplina statale; la Puglia, con una circolare, ha dichiarato di adottare il Dpr 74/2013, demandando per tutto a un successivo regolamento, così come l'Abruzzo, con la recente legge varata pochi giorni fa. Infine il Veneto ha deliberato per introdurre modifiche al libretto e istituire (per ora sulla carta, perché non è ancora attivo) il catasto degli impianti così come la Sicilia ha deliberato il solo catasto.

Nelle altre Regioni, nulla è stato fatto per prendere atto del Dpr 74/2013. Con il risultato che si continua - praticamente ovunque - a utilizzare ancora la vecchia regola (Dpr 551/99 e Dlgs 192/2005), che prevede non solo una temporalità diversa per l'invio dell'autocertificazione dell'avvenuto controllo e il pagamento del bollino, ma anche una diversa suddivisione in fasce degli impianti (classificati ad esempio domestici non fra i 35 e i 100 kW ma fra 35 e 116 kW). Infine, estremo paradosso, esistono casi in cui sono state le Province a recepire il Dpr 74/2013 riadattandolo alle procedure in essere, snaturandone quindi ogni contenuto. Insomma: un vero puzzle, difficile da ricomporre, con danno per il cittadino.


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