Risparmio Energetico e Tecnologie

Nuovo attestato di prestazione energetica obbligatorio dal 1° ottobre 2015

di Silvio Rezzonico e Maria Chiara Voci

L'obbligo di compilare l'Attestato di prestazione energetica degli edifici secondo le nuove linee guida predisposte a livello nazionale scatterà il 1° ottobre prossimo. Così ha deciso ieri la Conferenza Unificata che ha dato il via libera definitivo, dopo un lungo lavoro di confronto e limatura, al decreto che detta le modalità per la certificazione in edilizia in attuazione alla Direttiva 2010/31/UE e agli schemi di relazione tecnica di progetto.
L'ultima data proposta dal Mise era quella del primo agosto: alla fine, però, si è preferito accogliere almeno in parte la richiesta avanzata dalle Regioni, dietro la motivazione di consentire ai tecnici abilitati al rilascio dell'Ape di prendere confidenza con i nuovi software. Il decreto Ape dovrà comunque essere pubblicato in Gazzetta entro il 28 giugno, pena la mancata chiusura da parte dell'Europa della procedura di infrazione aperta a carico dell'Italia e l'impossibilità per il nostro Paese di utilizzare i fondi strutturali della programmazione 2014-2020. Stessa situazione vale anche per il Decreto (parallelo) sui requisiti minimi di efficienza energetica per gli immobili, che ha avuto l'ok il 25 marzo dalla Conferenza Unificata, ma non è ancora uscito stato pubblicato in via ufficiale. Anche per questo, la data di entrata in vigore (fissata al 1° luglio) potrebbe slittare a inizio ottobre.
Sotto l'aspetto pratico, la grande novità in arrivo con le linee guida varate ieri, è che da ottobre tutte le Regioni (con l'eccezione delle Province Autonome) utilizzeranno uno stesso sistema per classificare la performance energetica dell'edificio. E questo nonostante, sulla carta, la clausola di cedevolezza lasci comunque liberi i territori di agire con propri sistemi locali a patto di aver recepito con atti propri la direttiva comunitaria. «Alla fine, ha prevalso una scelta di omogeneità – commentano dal Mise – che va nella direzione di offrire ai proprietari di casa e agli acquirenti un'unica scala di confronto, comparabile, in tutta Italia».
L'Ape, rispetto ad oggi, prenderà in esame le prestazioni dell'immobile anche per il raffrescamento estivo, oltre che per il riscaldamento invernale e la produzione di acqua calda sanitaria. Le classi saranno dieci (dalla migliore o A4 alla peggiore o G) e verranno determinate non più secondo il parametro dell'Epi limite, bensì in funzione del rapporto fra la prestazione di un edificio e quello di un fabbricato di riferimento. Se per gli edifici nuovi i parametri di riferimento (l'indice di prestazione media) sono già disponibili, per quelli esistenti l'Enea avrà 18 mesi di tempo dall'entrata in vigore del decreto per predisporli.
Il nuovo attestato conterrà infine consigli e raccomandazioni su quali interventi mettere in atto per migliorare l'efficienza del fabbricato nel modo più economico possibile. Dopo l'entrata in vigore, sarà anche creata una banca dati a livello nazionale degli attestati (Siape), che consentirà di tracciare nel tempo uno quadro chiaro del costruito in Italia.


© RIPRODUZIONE RISERVATA