Risparmio Energetico e Tecnologie

Conto Energia: in caso di maggiore produzione nessun incentivo oltre il 2%

di Dario Aquaro

Il tavolo tecnico di confronto con le associazioni di categoria è partito. E le “Regole per il mantenimento degli incentivi in Conto Energia”, pubblicate all’inizio di maggio dal Gse, potrebbero ora accogliere alcune delle correzione proposte.

Il Documento tecnico di riferimento (Dtr) definisce «le regole per garantire la corretta gestione in efficienza degli impianti incentivati, nel rispetto della normativa vigente – scrive il Gse – e illustra le modalità che gli operatori sono tenuti a seguire per salvaguardare il diritto agli incentivi». Perché durante il periodo di incentivazione non è raro che sorga l’esigenza di apportare modifiche agli impianti fotovoltaici ammessi alle tariffe del Conto energia (sostituzione di componenti, variazioni della configurazione elettrica, eccetera): il Dtr spiega quindi in quali casi, dopo tali interventi – non solo tecnici ma anche di carattere giuridico, commerciale o amministrativo – si perde il diritto all’incentivo, e in quali invece lo si conserva. E descrive modalità e tempistiche con cui comunicare al Gestore le modifiche realizzate.

Per gli impianti in Conto energia da almeno tre anni solari, è previsto un limite (2% in più rispetto al valore massimo di energia prodotta, su base annua, negli ultimi tre anni incentivati) oltre il quale, in caso di miglioramento dell’efficienza, la maggior energia prodotta non sarà più incentivata: ma potrà solo esser valorizzata attraverso ritiro dedicato, scambio sul posto, o vendita sul mercato libero. Un punto che secondo gli operatori delle rinnovabili è un freno all’obiettivo di massima resa degli impianti.

«Il documento, per il quale va riconosciuto il lavoro del Gse, può esser migliorato e l’incontro avuto la scorsa settimana ha posto in questo senso positive basi – spiega Alberto Pinori, vicepresidente Anie Rinnovabili –. Chiediamo che non venga penalizzato l’incremento di producibilità, così da far avanzare il mercato del revamping. Proponiamo di poter migliorare l’efficienza degli impianti in esame, quindi la producibilità (kWh), senza variare il limite contrattuale sulla potenza installata (kW)». Le regole sono oltretutto retroattive. «Ma intanto, in attesa che vengano valutate le richieste, nostre e di altre associazioni – dice Pinori – il termine per comunicare gli interventi realizzati prima di maggio è stato prorogato al 30 settembre». Un altro nodo riguarda gli oneri generali di comunicazione: in caso di sostituzione dei componenti, ad esempio (dagli inverter ai contatori, alle strutture di sostegno dei moduli), si deve infatti pagare ogni volta un corrispettivo fisso (50 euro) e uno variabile (2 euro per i primi 20 kW di potenza incentivata, 1 euro per ogni kW di potenza eccedente). Su questo punto sarà forse più difficile un “ammorbidimento”. Entro l'estate dovrebbe comunque la risposta definitiva del Gse.


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