Risparmio Energetico e Tecnologie

Contabilizzatori senza obbligo di programmazione

di Edoardo Riccio

Q
D
C Contenuto esclusivo QdC

Si allargano le maglie per i contabilizzatori, per gli utenti invece le cose peggiorano. L’11 giugno è stata pubblicata la nuova norma UNI 10200 in materia di ripartizione dei costi del riscaldamento , richiamata come obbligatoria dal Dlgs 102/201, articolo 9, comma 5, lettera d), negli impianti dotati di contabilizzazione. La precedente formulazione, la 10200:2013, prevedeva che i ripartitori avrebbero dovuto essere programmati in funzione delle caratteristiche e della potenza termica dei «corpi scaldanti» (caloriferi). La versione attuale, invece, rinvia semplicemente alla norma En 834, che lascia la scelta se programmare o meno i ripartitori. In questo secondo caso, l'utente non sarà quindi in grado di visualizzare sul display i così detti “scatti” riferiti al proprio consumo. La sanzione da 500 a 2.500 euro per la mancata adozione della norma Uni 10200 ai fini della ripartizione decorrerà dal 1° gennaio 2017. Ma l'obbligo è già vigente e le delibere di ripartizione non fondate sulla norma Uni in vigore potrebbero essere impugnate. I condomìni andranno poi incontro a ulteriori spese. Infatti, coloro che già hanno fatto effettuare i calcoli ai sensi della Uni 10200:2013 dovranno dare incarico a un professionista perché verifichi la corrispondenza alla nuova 10200:2015. Poi, considerando i costi di convocazione di un'assemblea apposita (se quella ordinaria annuale si è già tenuta) la spesa potrebbe aggirarsi intorno ai 1.500 euro.Ma ci sono altre conseguenze portate dalla modifica. A oggi, alcune imprese hanno installato ripartitori non programmabili oppure programmabili ma che, per scelta della stessa impresa, non sono stati programmati. Tutti questi ripartitori erano in aperto contrasto con la 10200:2013 e i condomìni sarebbero stati a rischio di sanzioni amministrative e di impugnazioni di delibere. Non solo: la programmazione degli stessi avrebbe dovuto essere effettuata a spese delle imprese che negli ultimi due anni hanno installato ripartitori non a norma. Stante la modifica, invece, i ripartitori non programmati sono stati “salvati” e, oggi, anch'essi sarebbero conformi a legge.Si consideri però che il Dlgs 102/2014 impone l'obbligo di consentire all'utente finale di avere contatori individuali che consentano informazioni sulla fatturazione precise e basate sul consumo effettivo. Ci si chiede quale possa essere la conseguenza sul punto, data la possibilità di installare ripartitori che non consentono di visualizzare i consumi. Inoltre, il Dlgs 102/2014 ha previsto la possibilità di soli aggiornamenti della norma Uni 10200. La modifica dell'Uni non sembra invece prevista dalla legge. Sul punto si potrebbero aprire contenziosi.


© RIPRODUZIONE RISERVATA