Imprese e Professioni Tecniche

La prassi di riferimento Uni n. 48 per la cultura della Sicurezza Urbana

di Enrico P. Mariani (vicepresidente dell'Ordine degli Ingegneri della provincia di Milano)

Il 26 novembre 2018, all'interno del convegno “Sicurezza urbana: scenari e prospettive” è stata presenta la prassi di riferimento UNI/PdR 48:2018 “Sicurezza urbana – Quadro normativo, terminologia e modelli attivi per pianificare, progettare, realizzare e gestire soluzioni di sicurezza urbana” frutto della collaborazione tra UNI Ente Italiano di Normazione e Fondazione Ordine Ingegneri Provincia di Milano – FOIM.
Oggi la sicurezza è tra le maggiori preoccupazioni dei cittadini ed uno dei temi più spesso
ricorrenti nei media, con particolare risalto alla sicurezza urbana.
La necessità di sicurezza è antichissima ed è stato uno dei principali motivi che ha spinto gli esseri umani a riunirsi in conglomerati urbani sempre meglio difesi, ma l'accumularsi di molte persone in uno spazio relativamente ristretto comporta anche una maggiore esposizione a rischi per eventi come gli incendi o la criminalità.
Il rapido evolversi delle tecnologie, se da un lato permette migliori difese, dall'altro può aumentare i rischi, sia per l'adozione di tecniche non sufficiente collaudate, sia perché i nuovi strumenti possono essere anche a disposizione della criminalità.
Per questo il tema della sicurezza urbana è più attuale che mai.
In questo contesto la Fondazione dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano, in collaborazione con UNI, ha realizzato questa prassi.
La UNI PDR 48 è una linea guida che ha l'obiettivo di:
− contribuire alla definizione e all'adozione di un linguaggio comune da parte di tutti i soggetti che a vario titolo e con differenze competenze e responsabilità operano nel settore della sicurezza urbana;
− fornire un quadro d'assieme delle prescrizioni nazionali, europee ed internazionali relative alla sicurezza urbana;
− proporre modelli applicativi di riferimento per pianificare, progettare, realizzare e gestire soluzioni di sicurezza urbana.
Si tratta di un documento cui far riferimento ogni volta che si devono a confrontare con problematiche di sicurezza urbana in luoghi pubblici e privati a partire dagli immobili residenziali, dalle strutture per i servizi di trasporto, centri e distretti commerciali e così via.
La prassi è destinata ad essere utilizzata dagli operatori del settore quali le forze dell'ordine, i security manager, gli ingegneri, i progettisti, gli urbanisti, i giuristi, gli avvocati, i consulenti, gli installatori ed i cittadini.
La prassi propone una riflessione su diversi aspetti relativi allo sviluppo di progetti di sicurezza urbana con un particolare riferimento alla partecipazione dei cittadini, alla tecnologia, alla formazione e sviluppo delle competenze, alle partnership e alla sostenibilità finanziaria.
La tecnologia rappresenta un grande alleato nelle strategie di sviluppo della sicurezza urbana.
La raccolta dei dati, le nuove modalità di registrazione, identificazione, monitoraggio e analisi dei dati possono portare un grande contributo non solo nell'ottica investigativa, ma anche in quella di un approccio preventivo. “La tecnologia” – si legge nella prassi – “non deve limitarsi a fornire nuovi strumenti per proteggere e controllare, ma deve favorire la trasparenza, la partecipazione e responsabilizzazione dei cittadini”.
Anche la formazione riveste un ruolo fondamentale per il futuro della sicurezza. Lo sviluppo delle competenze sul tema, accanto alla formazione di professionisti dedicati dovrebbero essere incoraggiati dalle Istituzioni attraverso l'ausilio delle Università e altri istituti di formazione.
La prassi tratta anche il tema della sostenibilità finanziaria dei progetti di sicurezza urbana, cosa che, dopo la progettazione è il principale elemento da tenere in considerazione per il raggiungimento degli obiettivi pianificati. A questo si può arrivare in primis controllando la destinazione delle risorse disponibili e in seguito intervenendo con chiarezza nel quadro delle responsabilità assegnate per il finanziamento, promuovendo la partecipazione della collettività alle misure che mirano ad assicurare la sostenibilità finanziaria come ad esempio il crowdfunding.
Le prassi di riferimento sono un prodotto della normazione per il trasferimento dell'innovazione, elaborate sulla base di un rapido processo di condivisione ristretta ai soli autori, per contribuire allo sviluppo di future attività di normazione.
Contengono specificazioni tecniche riguardanti argomenti di tutti i settori innovativi, “buone pratiche” nell'ambito dei servizi, di applicazioni particolari di norme esistenti, di disciplinari di consorzi, di modelli di gestione sperimentati a livello locale.
Sono a diffusione gratuita e ad applicazione sperimentale e sono gratuitamente scaricabili dal sito www.uni.com accedendo alla sezione “Catalogo”, “Le prassi pubblicate”
Introducendo il convegno Piero Torretta, Presidente UNI, che ha ricordato: “Come per la recente prassi sul bullismo, la prassi sulla sicurezza urbana è una testimonianza dell'evoluzione del ruolo della normazione quale strumento del progresso economico e sociale. La normazione oggi infatti non è più chiamata solo a promuovere la sicurezza degli impianti, dei prodotti e dei processi ma, raccogliendo la sfida e l'indirizzo dell'Unione Europea, ha esteso la propria azione alla sicurezza dei servizi.
In questo ambito si colloca l'attenzione e l'impegno per la sicurezza domestica, la sicurezza del tempo libero, la sicurezza finanziaria, la sicurezza sociale e la sicurezza urbana.
Un ruolo che la normazione svolge attraverso la definizione di un linguaggio comune, la proposta di modelli applicativi per progettare interventi urbani efficaci e sostenibili, la valorizzazione della figura professionale del coordinatore della sicurezza urbana e la promozione dell'utilizzo responsabile delle tecnologie.
Anche questa è “Responsabilità Sociale” della normazione.”
Durante il convegno si è anche posto l'accento sull'importanza della sicurezza urbana integrata e partecipata. Per questo fine nella prassi si è posta un'attenzione speciale nel realizzare un glossario il più possibile ampio e chiaro anche per ii non addetti ai lavori.
Tra le recenti iniziative di sicurezza urbana integrata e partecipata è stato ricordato
il Protocollo di Intesa per l'anagrafe delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private della città di Milano, firmato in prefettura il 26 settembre da numerosi Enti, Istituzioni ed associazioni.
Il protocollo intende agevolare le attività investigative, agevolando e velocizzando l'acquisizione di videoregistrazioni di atti criminosi, tramite un'anagrafe geolocalizzata, alla quale collaborano anche privati quali aziende, esercizio commerciali e condomìni, mettendo a disposizione i dati delle proprie telecamere.


© RIPRODUZIONE RISERVATA