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Dopo Torre Annunziata si riapre la polemica sul libretto del fabbricato

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Il crollo di Torre Annunziata ha riacceso, come ogni volta, la olemica sul fascicolo (o libretto) del fabbricato, ciè un documento in cui annotare tutti i dati edilizi, fiscali e catastali ma anche quelli costruttivi. Se ne parla dal 1995 ma ha sempre incontrato l’opposizione di Confedilizia, tuttavia questa volta Graziano Delrio, ministro delle infrastrutture, sembra deciso a dare seguito all’idea: «Com'è obbligatoria la certificazione energetica degli immobili, nei futuri contratti d'affitto e di compravendita lo sarà anche la certificazione statica». Il ministro delle Infrastrutture, in un colloquio con La Repubblica, ha anticipato uno dei contenuti della prossima legge di stabilità. Delrio ricorda che «Il sisma bonus ora consente di fare le analisi delle condizioni statiche degli immobili con la possibilità di detrarre fiscalmente fino all'85% della spesa sostenuta. La cosa riguarda tanto i condomini, senza distinzione fra prima e seconda casa, quanto gli immobili che hanno destinazione produttiva. Il beneficio, per giunta, si può godere praticamente in tutto il Paese, perché l'Italia intera è di fatto sismica, e c'è anche la possibilità di cedere a chi fa il lavoro il credito fiscale nei confronti dello Stato».
«Il crollo di Torre Annunziata - replica Confedilizia - ha generato – come in altri casi analoghi – reazioni di vario tipo, generalmente prive di attinenza con il fatto di cronaca verificatosi. Dopo le improbabili proposte di fantomatici ‘libretti salvavita', è giunta dal Ministro Delrio l'idea di obbligare i proprietari intenzionati a vendere o ad affittare un immobile a dotarsi di un ‘certificato di stabilità. Nel merito, non può non rilevarsi che, a qualsiasi certificazione di tipo strutturale il Ministro abbia voluto riferirsi, l'idea di condizionare la stessa ad una compravendita o ad una locazione sarebbe del tutto impraticabile per una serie di ragioni, a cominciare da quelle legate alla preponderante componente condominiale della proprietà in Italia, visto che il contratto riguarderebbe una singola unità immobiliare e la certificazione – necessariamente – l'intero edificio. Il mercato immobiliare – già sofferente per una tassazione esasperata sul settore – sarebbe condotto alla paralisi. Ci aspetteremmo, poi, che iniziative di questo tipo riguardassero in primo luogo gli edifici pubblici: il Governo, le Regioni, i Comuni si sono già dotati del certificato in questione per tutti gli immobili di loro proprietà?».
Confedilizia prosegue ricordando la proposta si pone «In netta contrapposizione con la scelta del Governo Renzi – proseguita (fino ad oggi) dal Governo Gentiloni – di affrontare il problema della sicurezza degli immobili attraverso la politica degli incentivi (vedi Sismabonus) e non con l'imposizione di obblighi generalizzati, che hanno il solo effetto di alimentare burocrazia e interessi, distogliendo l'attenzione dagli obiettivi reali».
Il prresidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, aveva anche ricordato le motivazoni che hanno sempre spinto l’associazione a schierarsi contro il libretto casa: «Non certo per le ragioni per il rischio di perdita di valore degli immobili. Il motivo è che il libretto non servirebbe allo scopo indicato e sarebbe addirittura dannoso, perché creerebbe illusioni. Lo ha ben spiegato qualche tempo fa il professor Camillo Nuti, ordinario di Tecnica delle costruzioni, membro del Consiglio superiore dei lavori pubblici e consulente della Protezione civile: “Sul fascicolo del fabbricato si illudono le persone. La sicurezza di un fabbricato è una cosa estremamente complessa che non può essere demandata a una cartella che contiene documenti” (intervista a Radio Rai 1, 26.9.2016). Dopodiché, se la superficialità e la demagogia dovessero prevalere, la giurisprudenza (Tar, Consiglio di Stato, Corte costituzionale) ha indicato – in una decina di sentenze – il modo legittimo con cui uno “strumento” di questo tipo dovrebbe essere effettuato: a cura della Pubblica Amministrazione e con oneri a carico della stessa. Ma si tratterebbe di una sconfitta. Per far contenti i superficiali (chi non sa o non comprende) e gli interessati (chi cerca lavoro facile), ci si distrarrebbe dalle vere cose da fare: controlli serrati su chi effettua interventi sugli immobili (per scongiurare i crolli derivanti da eventuali abusi) e incentivi sempre maggiori per gli interventi finalizzati alla sicurezza (anche in chiave antisismica)».


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