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Nencini: «Pa», avanti con la classe sismica

di Saverio Fossati

Per la classe sismica avanti prima la pubblica amministrazione e le case nuove. A tracciare un quadro di gradualità dell’obbligo di attribuire la classe di rischio sismico è stato il vice ministro dell’Economia, Riccardo Nencini, nel corso della convention annuale di Confabitare a Bologna di venerdì scorso.

«Ci sono 320-350 miliardi di spesa ipotizzabile per mettere in sicurezza l’Italia nei prossimi anni - ha spiegato Nencini - il 35% dei Comuni all’interno del “rischio idrico” e l’80% in aree di dissesto idrogeologico, le preoccupazioni ci sono. Ma l’intervento sulla casa di proprietà può essere risolutivo». Per questo, ha spiegato il vice ministro, si tratta di capire cosa il ministero dell’Economia abbia intenzione di fare circa la proposta di “saldare” l’ecobonus al sisma-bonus, come era previsto in un emendamento all’articolo 2 del Ddl di Bilancio che la commissione Bilancio della Camera ha bocciato (e che forse tornerà al Senato).

Sulla classificazione sismica, invece, Nencini ha precisto che «Abbiamo lavorato sui costi e sui professionisti coinvolti. Ma l’autorità pubblica deva anzitutto dotarsi della certificazione per gli immobili di sua proiprietà. Quidi, prima vengono i beni della Pubblica amministrazione. E le costruzioni private in fase di realizzazione. Questi sono i due pilastri su cui puntare e da realizzare prima. Solo successivamente si potrà pensare ad attribuire obbligatoriamente le classi al patrimonio primato già esistente».

Per Alberto Zanni, il presidente di Confabitare, la precisazione di Nencini rappresenta una scelta di attenzione ai proprietari e ai condomìni già gravati da oneri di ogni sorta.


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