Il Fisco

Nuova Imu da ripartire tra proprietà e utilizzatori

Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili è favorevole all’idea di accorpamento tra Imu e Tasi. Nell’esprimere la propria posizione nell’audizione che si è svolta ieri presso la Commissione Finanze della Camera, nell’ambito dell'esame della proposta di legge per l’istituzione della nuova imposta municipale sugli immobili il Consiglio nazionale ha anche presentato alcune proposte: cambio di logica fiscale sui casi di “mancato utilizzo”, ripartizione del carico fiscale tra utilizzatori e proprietari, modalità di riscossione dell’imposta comunale, deducibilità dell’Imu dalle imposte sui redditi.

Secondo Maurizio Postal, consigliere del Cndcec codelegato alla fiscalità è «necessario modificare un impianto disciplinare che prevede lo stesso identico carico fiscale Imu per un medesimo immobile utilizzato o non utilizzato»; il consigliere sottolinea inoltre che l’accorpamento potrebbe essere l’occasione per ripartire in modo più adeguato il carico fiscale tra l'utilizzatore e il proprietario per non trasformare l’Imu in una “superpatrimoniale” che penalizza i proprietari degli immobili che restano inutilizzati. I commercialisti suggeriscono poi uno sconto dell’imposta per gli immobili situati nei Comuni che non abbiano predisposto, dal 2021 in avanti, i modelli di pagamento precompilati e di uniformare la deducibilità dell’Imu con quanto già previsto nel decreto crescita.


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