Il Fisco

Ecobonus, cessione del credito più facile: interverranno le finanziarie

di Saverio Fossati

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In arrivo una nuova circolare per la cessione del credito fiscale dell’ecobonus: per i condomìni sarà tutto più semplice. E gli attori del mercato dell’energia stanno già affilando le armi per gestire le riqualificazioni energetiche chiavi in mano, con l’introduzione della possibilità di un intervento dei soggetti finanziari nelle operazioni.
L’annuncio della circolare lo ha dato il vice ministro dell’Economia Enrico Morando, intervenendo al convegno organizzato ieri a Bologna dal Gruppo Hera sull’efficienza energetica nei condomìni.
L’intervento di Morando ha seguito l’introduzione al convegno dell’Ad di Hera Spa, Stefano Venier, che ha lanciato ufficialmente sul mercato l’impegno di Hera nella riqualificazione energetica dei condomìni. «Da quando esistono gli incentivi – ha esordito Morando - questa norma ha trovato diffusa attuazione ma in una particolare tipologia di abitazioni, quelle possedute da famiglie con reddito medio alto e case unifamiliari o condomìni minori in zone di pregio. I numeri dimostrano che la norma ha funzionato e sta funzionando: è efficace per aiutare la famiglia a investire nel risparmio energetico, con effetti positivi sull’ambiente e sul reddito da destinare ad altri consumi». Ma non solo, prosegue Morando: «Il settore dell’edilizia è ancora fermo e se potesse dare lo stesso contributo che in altri Pasi d’Europa, la crescita media del Pil sarebbe a livello di quella europea. La mancata diffusa applicazione della norma ai grandi condomìni sta avendo effetti negativi, perché manca la spinta all’innovazione che deriva da grandi investimenti e manca la crescita economica del settore». La strada seguita sinora ha avuto però un effetto socialmente negativo: «La famiglia in maggiori difficoltà – spiega Morando - sta vedendo un flusso importante di risorse pubbliche verso chi sta meglio, ignorando le condizioni del loro disagio e senza aiuto ad affrontarlo. Già nel 2013 abbiamo modificato le norme per favorire la diffusione, cominciando ad ammettere la cessione del credito al realizzatore dell’intervento. Ma non abbiamo fatto i conti con un problema: qualora il credito d’imposta venga ceduto dal titolare a un istituto di credito, in automatico (per le regole Eurostat) viene considerato debito pubblico. E quindi non abbiamo potuto aggiungere altro debito, escludendo così dai cessionari gli istituti di credito».
Questo ha impedito alle aziende di ottenere il finanziamento in banca, perché avrebbero dovuto cedere a loro volta il credito violando così le regole Eurostat. «Perciò abbiamo capito che ci dovesse essere un soggetto attuatore che realizzasse l’operazione nel suo complesso. Oltre a cedere il credito all’impresa ora si può quindi cederlo anche a un soggetto privato, anche di tipo associativo, sempre escludendo le banche. In funzione di questo, lavoriamo a una nuova circolare delle Entrate che, alla luce delle nuove norme, ridisegni l’intera procedura perché l’operazione sia possibile da parte di un solo soggetto attuatore senza gravare amministratori e famiglie delle complessità. La circolare è pronta, abbiamo dovuto rifare i conti con Eurostat e Istat».
Il nuovo provvedimento, fermo da tre mesi proprio per studiare il problema dell’intervento degli istituti di credito, sta per vedere la luce: «La cessione – ha detto Morando - potrà quindi avvenire a un’impresa ma anche a organismi associativi, compresi i consorzi, anche se partecipati da soggetti finanziari purché la loro quota di partecipazione non sia maggioritaria nel soggetto realizzatore o non ne detenga il controllo». Il credito potrà anche essere ceduto a società di servizi energetici (che facciano parte dei consorzi o agiscano in proprio) risolvendo così anche l’ultimo problema: pur potendo, infatti, cedere completamente quel credito, una piccola quota ce la deve mettere la famiglia. E, se non ha le risorse necessarie, il coinvolgimento dell’erogatore dei servizi energetici riesce a realizzare, con l’intervento, una fidelizzazione del cliente che compensa quel 10-15% a carico della famiglia. «La circolare – conclude Morando -, che ridisegna puntualmente il sistema dei diritti e delle procedure per famiglie e amministratori, è la premessa per la partenza delle operazioni nei grandi condomìni. E le grandi società come Hera possono fare molto».

Il convegno è proseguito con l’intervento di Federico Testa, presidente Enea, che ha ricordato come nel residenziale si facciano tanti serramenti e caldaie ma pochissimi “cappotti”: «Il modello che può partire a questo punto funziona così: la multiutility presenta un intervento che consente di risparmiare il 50%, ed è compensata con la cessione delle detrazioni e dai risparmi delle bollette nei prossimi 5-10 anni. Gli stessi Comuni potrebbero intervenire su interi quartieri dove, incoraggiando l’abbinamento di ecobonus e sisma bonus che permette di arrivare alla detrazione dell’85% delle spese, intervenire su strade e servizi pubblici e cablatura degli edifici».
L’intervento di Palma Costi, assessore della Regione Emilia Romagna, è stato mirato all’illustrazione del piano energetico regionale: «Nel piano è previsto un incremento dell’efficienza energetica del 20% entro il 20120 e del 27% entro il 2030. Ma già nel 2016 avevamo superato l’obiettivo del 2020 arrivando a -22%. E lo scenario obiettivo punta a traguardare le indicazioni Ue clima-energia per il 2030, compreso quello relativo alla riduzione delle emissioni serra». Lo scorso giugno la Regione ha anche istituito il catasto regionale degli impianti termici.
Sono poi intervenuti per Enea Domenico Prisinzano (per le slide illustrative cliccare qui ) e Nicolandrea Calabrese (per le slide illustrative cliccare qui ), che hanno illustrato nel concreto il meccanismo delle detrazioni e la necessità di una diagnosi energetica per un intervento che abbia reale efficacia nell’edificio, contestualizzando i lavori nel quadro reale disegnato dal termotecnico. In particolare, Prisinzano, che guida la task force per le detrazioni fiscali, ha ricordato che la comunicazione all’Enea dei lavori di recupero edilizio con effetti di risparmio energetico andrà fatta tenendo presente l’elencazione di cui all’articolo 16 bis, lettera a) del Dpr 917/86 «Ma stiamo lavorando ai modelli per la presentazione telematica, concordati con Mise e agenzia delle Entrate». Mentre Calabrese ha annunciato che Enea sta elaborando una app per aiutare i condomìni a capire se il loro consumo energetico è corretto; sarà disponibile a settembre e sarà gratuita.
Da ultimo, Stefano Lappi ha parlato della proposta di Hera per i condomìni: un servizio che parte dalla consulenza all’amministratore per arrivare alla gestione del credito fiscale, ai finanziamenti e all’esecuzione dei lavori (per le slide illustrative cliccare qui ) .


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