Il Fisco

Assotermica contro il «declassamento fiscale» delle caldaie e condensazione

di Valeria Sibilio

Q
D
C Contenuto esclusivo QdC

L'analisi di ogni annuale Legge di Bilancio comporta valutazioni e richieste diverse per le ripercussioni che comporta la sua applicazione nella realtà sociale. La molteplicità di aspetti – dal termico all'idraulico - che interviene nella vita dell'universo condominiale comporta necessariamente un'analisi accurata dell'articolato dal quale possono emergere riflessioni e richieste di rimodulazione. Assotermica, l'associazione dei costruttori di apparecchi e componenti per apparecchi termici all'interno di Anima/Confindustria, ha segnalato alcuni dubbi e inviato le richieste al ministero dello Sviluppo economico in merito alla bozza di testo della legge di Bilancio 2018 varata dal Consiglio dei Ministri. Per il Presidente Montanini, la bozza contiene una proroga a tutto il 2018 delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, ma contestualmente prevede una riduzione del beneficio al cinquanta per cento per le caldaie a condensazione. L'associazione ritiene che le caldaie a condensazione rappresentino una tra le soluzioni più efficaci e il depotenziamento dell'incentivo - che già oggi sconta il fatto di essere ripartito su dieci anni - lo renderebbe ancor meno attrattivo. In un momento in cui si assiste ad un fenomeno di crescita nelle vendite di caldaie a camera aperta, a più bassa efficienza, il depotenziamento dell'incentivo potrebbe ulteriormente creare una perdita d'interesse nei confronti degli apparecchi a condensazione. Tra le proposte di Assotermica, la rimodulazione al cinquanta percento dell'aliquota per le sole caldaie a condensazione di prima soglia, cioè quelle in classe B secondo il Regolamento europeo di etichettatura energetica 811/2013; il mantenimento al sessantacinque percento dell'aliquota per le caldaie in classe A, che sono ben al di sopra dei limiti di legge per l'immissione di apparecchi di riscaldamento sul mercato; la richiesta della contestuale installazione di sistemi di termoregolazione più evoluti per poter accedere al sessantacinque percento e l'installazione di valvole termostatiche nelle stanze non direttamente controllate dal controllo di temperatura e/o dal sensore ambiente. L'associazione, inoltre, ha segnalato l'assenza di una specifica voce relativa agli apparecchi ibridi di riscaldamento, composti da una pompa di calore (elettrica o a gas) e da una caldaia a condensazione, gestite da una logica integrata di funzionamento. Una soluzione che in Italia vede il mercato di riferimento e di maggior crescita in Europa, grazie alla ottimizzazione del funzionamento di entrambe le tecnologie e per la quale ENEA si era espressa positivamente in passato.


© RIPRODUZIONE RISERVATA