Il Fisco

Mattarella al direttore Napoletano: «Il Sole 24 Ore giornale che documenta e consente di conoscere il Paese reale»

di Andrea Biondi

«Al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, va il mio ringraziamento per averci fatto l'onore di essere qui con noi oggi. E un grazie particolarmente sentito va per quello che mi ha detto: “Questo è un giornale che documenta, che ci consente di conoscere ogni giorno il paese reale”. È il complimento più bello».

Un emozionato direttore del Sole 24 Ore, Roberto Napoletano, dal palco del Teatro alla Scala a Milano, esordisce così nel dare inizio alle celebrazioni per i 150 anni del Sole 24 Ore. Il primo numero del Sole è stato pubblicato il primo agosto 1865. Il 24Ore è poi arrivato nel 1946.

«È un giorno di festa, ma c'è un’assenza che mi consuma giorno dopo giorno. Fabrizio, sarai sempre con noi» ha detto Napoletano. L'applauso, lungo, è per Fabrizio Forquet, vicedirettore, responsabile della redazione romana, scomparso un mese fa a soli 48 anni. Un pezzo di quella comunità del Sole, come lo era Marco Biagi, ricordato nel corso del documentario “Lo ha detto il Sole” con il quale il quotidiano economico ha deciso di raccontare in prima persona il proprio modo di fare informazione, la cifra valoriale e la propria visione.

Una celebrazione, questa, nel luogo-simbolo milanese come il Teatro alla Scala, «la casa della cultura più tradizionale della capitale economica del paese - ha detto Napoletano - con cui c'è più di qualcosa che ci unisce, a partire dai cromosomi i che mettono insieme impegno, cultura civile».

I ringraziamenti del direttore sono così andati «a tutti i lettori che hanno costruito una storia così importante, giorno dopo giorno, mattone dopo mattone», ai direttori che lo hanno preceduto e che erano in sala (Mario Deaglio, Gianni Locatelli, Ernesto Auci, Guido Gentili, Ferruccio de Bortoli), «all’editore perché ha garantito sempre la libertà a questo giornale» e alla redazione «competente unica, che ama questo giornale quanto me, che ho l'onore di dirigere Il Sole 24 Ore da 5 anni».

Il Concerto dei Solisti dell'Accademia di Perfezionamento per Cantanti lirici del Teatro alla Scala - che ha proposto il brano tratto da Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti “Chi mi frena in tal momento?” e il brano tratto da Rigoletto di Giuseppe Verdi “Un dì, se ben rammentommi… Bella figlia dell'amore” - ha preceduto la visione del documentario sul Sole 24 Ore prodotto da Giffoni Experience - Giffoni Innovation Hub.

“Lo dice il Sole”. Nel titolo c'è la cifra di un racconto da cui emerge, chiaro, il segreto del centenario successo del Sole 24 Ore: offrire da sempre una visione oggettiva e mai scontata della realtà facendo parlare i numeri, consegnando a loro «un'anima» e una «storia», come spiega il direttore Roberto Napoletano nello stesso documentario. Quei numeri che hanno permesso al Sole 24 Ore di usare le armi del giornalismo d'inchiesta, di scavare sistematicamente nei circuiti internazionali dell'economia e della finanza, di puntare a un'informazione veritiera che appartiene a tutti.

Un'informazione che si è misurata con l'innovazione necessaria per far fronte a questo periodo difficilissimo per l'universo dei media tradizionali e di quotidiani e periodici cartacei in particolare. E così i 4 giornali in uno, con i dorsi Impresa & Territori, Finanza & Mercati, Norme &Tributi, i quotidiani digitali verticali (12) per un’informazione il più possibile mirata in aree. Che vanno dal diritto, al fisco, al lavoro, al condominio. L’innovazione come cifra del Sole 24 Ore continua con ItalyEurope24, un’edizione digitale del Sole 24 Ore in versione inglese, che racconta ogni giorno l’Italia e l’Europa nel mondo attraverso le sue firme e la lingua degli affari. Un sistema informativo in continua evoluzione, che include anche il sito www.ilsole24ore.com. All'interno del documentario sono state mostrate in anteprima le immagini del nuovo sito che sarà online da metà maggio.

«Centocinquant'anni sono tanti - commenta il direttore del Sole 24 Ore Roberto Napoletano - e ci caricano di responsabilità. L'impegno prioritario deve essere quello di preservare, adeguando ai tempi, i tratti cromosomici di un modo unico di fare informazione che si basa su competenza e rigore. Io dico sempre che prima vengono la testa, il giornalismo, i contenuti; poi viene la tecnologia, che è un fantastico moltiplicatore di quei valori».


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