Il Fisco

Molte idee ma senza una strategia per il mattone

di Saverio Fossati

La legge di Stabilità , dopo anni di quaresima sul mattone, cerca di dare toni positivi al 2016. Certo, ignorare la crisi del settore, dalle compravendite alle locazioni, alle nuove costruzioni sarebbe stato un autogol (anche elettorale) clamoroso. Ma un pensiero in più sulle necessità di una strategia complessiva poteva essere anche fatto. A partire dalla riforma del catasto, all’origine di molti degli acciacchi tributari della casa.

In ogni caso, lamentarsi sarebbe ingiusto: almeno una quindicina di disposizioni, ormai definitive (resta solo il passaggio formale dell’Aula del Senato) sono state varate e quasi tutte, almeno nelle intenzioni, dovrebbero sortire effetti positivi, legati all’alleggerimento della pressione fiscale.

I provvedimenti che sembrano più utili sono quelli legati alle detrazioni Irpef: la proroga del bonus per i lavori di recupero edilizio e per gli interventi qualificati di risparmio energetico erano molto attesi anche se non si è pensato che, con una proroga annuale, le riqualificazioni energetiche di interi edifici (quasi sempre condominiali)  rischiano di non realizzarsi per i tempi troppo stretti. Sei mesi, o ancor ameglio unn anno in più avrebbe fatto meglio al caso e gli oneri per lo Stato sarebbero stati ricompensati da maggiori entrate dalla imprese e risparmi energetici. I tempi stretti rischiano anche di vanificare la buona idea di consentire ai condòmini «incapienti» (spesso pensionati a basso reddito che bloccano le delibere di spesa proprio perché non hanno nulla da recuperare) la cessione del loro credito d’imposta all’impresa che effettua i lavori di risparmio energetico.

Forse meno utile al mercato è l’abolizione della Tasi sull’abitazione principale (che in fondo è una questione ideologica), mentre le seconde case restano un peso morto per chi le vuole venderle, a causa degli elevati oneri fiscali: in media costano più del doppio dell’abitazione principale. Si spera che un incentivo alle compravendite venga dalla nuova figura del leasing immobiliare “prima casa”, che raddoppia la convenienza rispetto al vecchio mutuo e rappresenta un’evoluzione rispetto al rent to buy, di fatto mai decollato.

Sugli affitti si sperava qualcosa di più, mentre è stata concesso solo un po’ di ossigeno a chi affitta a canone concordato (oggi penalizzato pesantemente rispetto al mercato libero) ma, a conti fatti, la redditività di una casa concessa in locazione resta sul 2-2,5% sperando (ma i dati vanno in senso contrario) che non ci siano morosità, altrimenti si scende molto, ma molto sotto. Invece, considerando anche i provvedimenti “minori” come il bonus mobili per le giovani coppie, la detraibilità dell’Iva pagata al costruttore su case in classe energetica A e B e la possibilità di vendere la prima casa entro un anno dal nuovo acquisto senza penalità, le possibilità di una ripresa della prima casa sono, se non concrete, almeno possibili.


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