Il Fisco

Ecobonus 65% verso la riconferma, incentivi anche a condomini e imprese

di Giorgio Santilli

Il governo punta alla ripresa dell’edilizia come pilastro della politica economica per la crescita. Lo ha ribadito ieri il premier Matteo Renzi alla direzione del Pd e lo ribadisce la Nota di aggiornamento al Def che punta a portare la crescita dello 0,9% «tendenziale» per gli investimenti in costruzioni nel 2016 all’1,4% «programmatico», vale a dire per effetto delle politiche che si metteranno in campo anche con la legge di stabilità.

Dall’intervento di Renzi di ieri, dalla stessa Nota di aggiornamento e dalle riunioni che si stanno svolgendo in queste ore fra i Ministeri dell’Economia e delle Infrastrutture emerge una prima certezza: sarà confermato in pieno il credito di imposta del 65% per gli interventi di risparmio energetico. Non è chiaro se la conferma piena riguardi anche il bonus fiscale del 50% per le ristrutturazioni abitative semplici, ma il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, lavora per questo e per un ampliamento ulteriore dei due strumenti fiscali: da una parte il bonus mobili esteso anche alle giovani coppie in affitto, dall’altra l’estensione dello stesso ecobonus ai condomini e alle imprese con l’aggiunta di una strumentazione di certificazione energetica che consentirebbe alle imprese di anticipare risorse e progetti per gli interventi di riqualificazione e ai condomini di pagare gli investimenti in bolletta energetica, “incamerando” senza esborso finanziario i benefici del minor consumo energetico.

Sul fronte delle infrastrutture, mentre si conferma la priorità delle 25 opere che già furono inserite nell’allegato infrastrutture al Def ad aprile, con un investimento di 3,5 miliardi finanziabile anche con cofinanziamenti ai piani europei, qualcosa in più potrebbe esserci in legge di stabilità per completare opere dei comuni bloccate dal patto di stabilità e riaprire il «piano città» lanciato dal governo Monti.

Intanto oggi è una giornata decisiva per la riforma degli appalti alla Camera. Sono attesi infatti gli emendamenti del governo e dei relatori al testo della delega approvato dal Senato. Dal Governo dovrebbe arrivare una sola correzione. Riguarda la cancellazione del regolamento appalti (l’attuale è composto da 359 articoli oltre a svariati allegati) e la sua sostituzione con linee guida che saranno messe a punto dall’Anac. Una drastica semplificazione annunciata dallo stesso ministro Graziano Delrio la settimana scorsa in Parlamento. Confermati gli emendamenti già annunciati da parte della relatrice Raffaella Mariani. Modifiche in arrivo per il bonus 2% concesso ai progettisti della Pa. L’incentivo rimarrà. Però non riguarderà più la progettazione, ma le attività di controllo e vigilanza delle amministrazioni. Altre misure sono annunciate per favorire l’accesso al mercato da parte delle Pmi, per sospendere da subito l’operatività del performance bond che sta bloccando diverse gare di appalto da centinaia di milioni e per dare l’addio alla legge obiettivo (maggiori dettagli sul Quotidiano digitale Edilizia e Territorio).


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