Il Fisco

«Abolizione Tasi anche per gli inquilini»

di Davide Colombo

Roma

La legge di Stabilità servirà per garantire al Paese un’uscita strutturale dalla crisi economica. E per comporre questa manovra espansiva il Governo sta valutando il modo più efficace per ottenere «ulteriori margini di flessibilità previsti dalle regole europee sia in termini di sforzo di riforme, sia in termini di contributi agli investimenti». Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha chiuso così il Question time alla Camera, dov’era stato incalzato da Renato Brunetta (Fi) per confermare o smentire la concessione all’Italia dei 17 miliardi di flessibilità annunciati dal premier. Padoan ha confermato che non c’è nessuna intenzione del Governo di far crescere l’indebitamento verso il 3%: «L’indebitamento si collocherà quest’anno al 2,6% e continuerà a scendere negli anni successivi».

Dunque lo schema non cambia. E in vista di una correzione al rialzo delle stime di crescita (dallo 0,7 allo 0,9% quest’anno, e verso l’1,6% l’anno prossimo) il confronto con l’Ue è per ottenere lo 0,1% di margine di flessibilità ulteriore grazie alla clausola delle riforme (finora è stato chiesto e ottenuto lo 0,4 sul massimo possibile di deviazione dall’Mto, obiettivo di medio termine, dello 0,5%) cui si aggiungerebbero i margini previsti dalla «clausola degli investimenti». La soluzione finale arriverà il 15 ottobre mentre domani il Consiglio dei ministri esaminerà la Nota di aggiornamento al Def che sarà poi trasmessa alle Camere.

Sulle misure cardine della manovra Padoan ieri ha spiegato che la cancellazione della Tasi sull’abitazione principale varrà sia per i proprietari sia per gli affittuari «anche per evitare un’evidente disparità di trattamento tra contribuenti». Mentre sul fronte della strumentazione per il contrasto dell’evasione fiscale non verrà toccato l’attuale impianto degli studi di settore. Capitolo Mezzogiorno: il ministro ha parlato di un’accelerazione nell’utilizzo e nel recupero di fondi europei residui dalla programmazione 2007-2013 e un utilizzo più efficiente dei fondi del nuovo ciclo di programmazione 2014-2020. Ma ci saranno anche nuovi interventi: investimenti in infrastrutture, incentivi fiscali per le imprese che investono e «un’azione selettiva di politica industriale che punti alla crescita e all’internazionalizzazione di buone realtà innovative già presenti nel Mezzogiorno». Dopo la sentenza della Consulta sull’assestamento di bilancio 2013 del Piemonte, il ministero dell’Economia, ha poi informato Padoan, ha avviato verifiche sui saldi di altre Regioni che hanno avuto anticipi di liquidità per pagare i vecchi debiti ai fornitori (si veda il Sole 24 Ore di ieri).

In apertura del Question time Padoan ha confermato l’impegno a intervenire sulle situazioni di maggior disagio che riguardano gli esodati. Ma per quando riguarda il cosiddetto “fondo per gli esodati” il ministro ha ricordato che «non è un fondo su cui accumulare risorse» e che «il trascinamento di risorse da un anno all’altro corrisponde a una deroga non espressamente prevista» che necessiterebbe quindi di una norma ad hoc. Inoltre ancora non si ha la certezza dei risparmi per gli anni 2012-13, «perchè non è ancora conclusa la procedura certificazione delle salvaguardie precedenti». Più in generale sulle pensioni Padoan ha detto «no» a modifiche strutturali dell’ultima riforma. Una modifica che scollegasse l’età pensionabile dalla speranza di vita, ha spiegato, «andrebbe contro i principi di sostenibilità del sistema». «Introdurre ulteriore flessibilità comporterebbe oneri rilevanti», quindi interventi «vanno valutati con attenzione tenendo conto di costi e benefici».


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