Il Fisco

Il quesito: amministratore «interno» senza fatturazione

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In un condominio sotto gli 8 proprietari un proprietario fa l'amministratore interno. Il suo compenso fissato in assemblea (diciamo 500 €) viene detratto dalle sue spese personali annuali. Esempio: spese condominiali che deve pagare l'amministratore interno per il suo appartamento sono 1800 €, i quali si diminuiscono per 500 €, perche fa l' amministratore. Alla fine paga 1300€. Tutto questo viene logicamente senza fattura, perché l'amministratore interno dice che non serve. Davanti al fisco siamo in ordine?

Risposta
Se il condominio ha il codice fiscale, va presentato il modello Cu (quanto meno per l'amministratore, che a sua volta presenta il quadro AC) e vanno effettuate le ritenute. Bisogna affrettarsi a mettersi in regola a partire dai compensi 2015 (se ancora non corrisposti). Quanto al pregresso, in ogni caso esiste il rischio di sanzioni e interessi.
Se invece il condominio non avesse ancora chiesto il codice fiscale, lo deve fare subito, per poter ottenere fatture dai fornitori ma anche per poter operare la ritenuta d'acconto del 4% sul compenso dell'amministratore. A sua volta, l'amministratore, dato che per lui si tratta di collaborazione occasionale, deve indicarla come tale nella dichiarazione dei redditi. Dato che presumibilmente sinora nulla di ciò è stato fatto, il suggerimento, in questo caso, è di ottenere il codice fiscale condominiale e solo dopo regolarizzare il pagamento e la ritenuta dell'amministratore per l'anno in corso. In caso l'agenzia delle Entrate si “accorga” dei compensi erogati in passato (ma è più difficile se il condominio non possedeva codice fiscale) scattano sanzioni e interessi.


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