Il Fisco

Piccoli condomìni, più difficili gli sconti fiscali per i lavori sulle parti comuni

di Salvina Morina e Tonino Morina

Per fruire degli sconti fiscali previsti per i lavori sulle parti comuni, il piccolo condominio, anche se costituito da tre fratelli, deve essere in possesso del codice fiscale. Nel caso di pagamenti fatti dai singoli comproprietari per ristrutturazioni edilizie, mediante bonifici bancari con obbligo di operare la ritenuta d’acconto, gli sconti d’imposta per i pagamenti fatti nel 2014 si possono “salvare”, a condizione che il piccolo condominio richieda il codice fiscale, versi una sanzione di 103,29 euro e invii una comunicazione all’agenzia delle Entrate. Sono queste le indicazioni fornite dall’agenzia delle Entrate, con la risoluzione 74/E di ieri, emanata a seguito di un’istanza di interpello .

Per l’agenzia delle Entrate, come già precisato nella circolare 11/E del 21 maggio 2014 al paragrafo 4.3, la nascita del condominio si determina automaticamente senza che sia necessaria alcuna deliberazione, nel momento in cui più soggetti costruiscono su un suolo comune, ovvero quando l’unico proprietario di un edificio ne cede a terzi piani o porzioni di piano in proprietà esclusiva, realizzando l’oggettiva condizione del frazionamento. Il condominio, che ha assunto la qualifica di sostituto d’imposta, è tenuto a effettuare la ritenuta di acconto ogni volta che corrisponde compensi in denaro o in natura, e, perciò, è necessario che lo stesso sia provvisto di codice fiscale, a prescindere che non sia necessario nominare un amministratore. In presenza di un «condominio minimo», edificio composto da un numero non superiore a otto condomini, sono comunque applicabili le norme civilistiche sul condominio, fatta eccezione dell’articolo 1129 e 1138 del Codice civile, che disciplinano rispettivamente la nomina dell’amministratore e il regolamento di condominio. Di conseguenza, per beneficiare della detrazione per i lavori di ristrutturazione delle parti comuni, prevista dall’articolo 16-bis del Testo unico delle imposte sui redditi, i piccoli condomini dovranno chiedere il codice fiscale ed eseguire tutti gli adempimenti previsti dalla legge a nome del condominio stesso. Considerato che, nel caso dei tre fratelli, i pagamenti delle spese sostenute nel 2014 sono stati effettuati dai singoli comproprietari, come si è detto, le detrazioni spettanti si possono “salvare” a condizione che, entro il termine della presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno 2014:

 si presenti a un ufficio territoriale dell’agenzia delle Entrate la domanda di attribuzione del codice fiscale al condominio, tramite modello AA5/6;

 si versi con il modello F24, codice tributo 8912, a nome del condominio, con indicazione del codice fiscale attribuito, la sanzione minima di 103,29 euro, per omessa richiesta del codice fiscale;

 si invii una comunicazione in carta libera all’ufficio delle Entrate competente in relazione all’ubicazione del condominio.

Nella comunicazione, unica per tutti i condòmini, devono essere specificati, distintamente per ciascuno di essi:

 le generalità e il codice fiscale;

 i dati catastali delle rispettive unità immobiliari;

i dati dei bonifici dei pagamenti effettuati per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio;

 la richiesta di considerare il condominio quale soggetto che ha effettuato gli interventi;

 le fatture emesse dalle ditte nei confronti dei singoli condòmini, da intendere riferite al condominio.

In questo modo, ogni condomino potrà inserire le spese sostenute nel 2014 nel modello Unico persone fisiche 2015 da presentare entro il 30 settembre 2015, o, se ha usato il 730, nel modello 730 integrativo da presentare entro il 26 ottobre 2015.


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