Il Fisco

Cedolare secca e stanza adibita a studio

di Nicola Forte

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LA DOMANDA

Un professionista che ha affittato una abitazione con cedolare secca, può adibire una stanza a studio e scaricarsi i costi di locazione e le utenze?

Da L'Esperto Risponde

La circostanza che il soggetto interessato abbia ottenuto la disponibilità dell'immobile con un contratto di locazione a cui è stata applicata la disciplina della cedolare secca non determina la perdita del diritto alla deduzione dei relativi costi. L'articolo 54, comma 3 del Tuir prevede che nell'ipotesi di utilizzo promiscuo dell'immobile è deducibile il 50 per cento del canone di locazione. La medesima misura è applicabile per la deducibilità delle prestazioni di servizi relative all'immobile (spese condominiali, energia elettrica, etc).
Deve però osservarsi che l'utilizzo dell'immobile deve risultare dal contratto di locazione. Pertanto se l'utilizzo parzialmente abitativo (essendo una porzione del cespite destinato a studio) fosse correttamente indicato nel contratto il proprietario perderebbe il beneficio dell'applicazione della disciplina della cedolare secca. Infatti, tale disciplina è applicabile solo per gli immobili locati con finalità abitative, escludendo le locazioni effettuate nell'esercizio di un'attività di impresa, o di arti e professioni (cfr Circ. Agenzia delle entrate n. 26/E del 2011) anche nel caso in cui una parte dell'immobile fosse utilizzata per finalità abitative.


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