Il Fisco

Affitto non registrato al convitto eccelesiastico

di Giuseppe Merlino

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LA DOMANDA
Nel maggio del 2014 ho preso in affitto una stanza presso il convitto dell'istituto Don Bosco di Pordenone a un costo di 300 € mensili ed è lì che vivo. Per tale affitto non è stato stipulato né registrato alcun contratto perché, a quanto dicono i sacerdoti, non sono tenuti a farlo. All'atto del pagamento mensile anticipato mi vengono rilasciate regolari ricevute fiscali. La domanda è: posso portare in detrazione nella dichiarazione dei redditi tali spese per l'affitto presso un istituto religioso anche in assenza di contratto?

Da L'Esperto Risponde

L'Agenzia delle Entrate, nel proprio sito internet http://www.agenziaentrate.gov.it informa gli utenti che “tutti i contratti di locazione e affitto di beni immobili (compresi quelli relativi a fondi rustici e quelli stipulati dai soggetti passivi Iva) devono essere obbligatoriamente registrati dall'affittuario (conduttore) o dal proprietario (locatore) qualunque sia l'ammontare del canone pattuito. L'unico caso in cui non c'è l'obbligo di registrazione è relativo ai contratti che non superano i 30 giorni complessivi nell'anno”. L'informazione è stata ribadita nella guida fiscale “l'Agenzia informa – Fisco e casa: le locazioni”, scaricabile gratuitamente dal citato sito internet, che sottolinea altresì che “registrare un contratto di locazione è vantaggioso, sia perché obbliga entrambe le parti al rispetto degli impegni assunti, sia perché sono riconosciuti considerevoli benefici fiscali a favore dei proprietari e degli inquilini”. Ciò premesso, il lettore non sembra soddisfare i presupposti necessari per poter beneficiare delle agevolazioni ai fini Irpef generalmente riconosciute agli inquilini (cfr. articolo 16 Dpr. 917/86 Tuir) né di quella prevista dall'articolo 15, comma 1, lettera i-sexies del Dpr 917/86.


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