Il Fisco

Il rischio catasto sfuma ma restano le Commissioni

Il mondo immobiliare sta ancora tirando il fiato per lo scampato pericolo della riforma del catasto (che aveva suscitato preoccupazione per le scarse garanzie sull’invarianza di gettito a fronte di aumenti generalizzati delle basi imponibili) ma non dimentica il peso insostenibile dell’imposizione fiscale sul mattone.

Mercoledì 1° luglio, al convegno organizzato dalla proprietà edilizia di Genova, è intervenuto il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, per ricordare che il decreto legislativo sulla Commissioni censuarie è rimasto in vigore, anche se la dovesse decadere il termine per l’emanazione del decreto legislativo di riforma. Quindi le altre attività delle Commissioni censuarie, dove saranno rappresentati anche i delegati del mondo della proprietà, potranno essere avviate. Spaziani Testa ha anche ricordato la necessità di riveder la tassazione locale immobiliare tornando a ragionare sul concetto di service tax e sul coinvolgimento degli inquilini nella tassazione. Lo slittamento della riforma è considerata un vantaggio anche da Antonio De Santis, ex direttore del catasto all’agenzia del Territorio, che auspica serva a mettere a punto una gradualità nell’applicazione degli aumenti delle basi imponibili a livello comunale.

Per Federico Garaventa, presidente di Ance Liguria, il riferimento ai valori di mercato nella riforma del catasto è pericoloso perché si tratta di un valore mutevole, che allontana dalla necessaria sicurezza fiscale un mercato già pesantemente danneggiato. E Fabrizio Segalerba, presidente di Fiaip Liguria, ha segnalato il drastico calo di richieste di immobili a reddito, resi non più appetibili a causa del peso fiscale.


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