Il Condominio

Registro amministratori nella legge di Bilancio per contrastare l’evasione fiscale

di Federica De Pasquale

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Sicuramente la crisi di Governo ha fatto tirare un sospiro di sollievo a coloro che erano contrari all'istituzione del Registro degli Amministratori di Condominio.
La proposta del Registro presso il Dicastero della Giustizia, che già controlla la formazione obbligatoria degli amministratori, sarà portata avanti con forza, considerato che la nostra era stata accolta già dal Governo Gentiloni, come Ordine del Giorno alla manovra di Bilancio, e, come poche volte accade in Parlamento, condivisa da diversi partiti: PD, Forza Italia e Lega. Questo perché aveva come scopo principale quello di far emergere l'alta evasione fiscale perpetrata da anni da numerosissimi amministratori improvvisati e lontani dal rispettare la normativa vigente per lo svolgimento dell'attività.
Va quindi rinnovata la disponibilità a collaborare anche al Presidente Conte ed ai Ministri interessati affinché portino a termine questa importante rivoluzione che ha come scopo principale, va ricordato ancora una volta, non quello di riconoscere la professione, ma di fermare coloro che in modo improprio eludono il Fisco evitando di dichiarare l'onorario che percepiscono. Un meccanismo perverso che indisturbato va avanti da anni, danneggiando non solo le casse dell'Erario, ma anche tutti gli amministratori condominiali ed immobiliari che svolgono l'attività in modo professionale e che risultano prevalentemente iscritti alle Associazioni di categoria del settore.
Come ho sempre sottolineato l'obbligatorietà dell'iscrizione al Registro digitale presso il Ministero della Giustizia da parte di tutti coloro che a vario titolo amministrano anche un solo condominio, non rappresenta un traguardo, ma il primo passo necessario a mettere ordine in questo settore. Richiesta che ha sempre trovato favorevole l'Agenzia delle Entrate e la SoSe mentre mancano all'appello della regolarità fiscale non pochi amministratori in considerazione del numero di edifici in condominio presenti sul territorio nazionale.
C'è poi da sottolineare che in un momento in cui abbiamo la necessità di ridurre il tasso di disoccupazione chiarire l'aspetto fiscale di coloro che svolgono l'attività dell'amministratore permetterebbe a molte donne e a molti giovani, diplomati e laureati, di considerarla una professione da intraprendere e non più da evitare come ormai accade da diversi anni.


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