Il Condominio

Equo compenso per gli amministratori di condominio: la parola a tutti gli altri

di Alessandro Di Francesco (Vice Presidente Nazionale BMItalia)

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Si è letta con attenzione la proposta di modifica al DM 140/2012 formulata dall'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili della quale si condivide pienamente il contenuto, ma non si condivide assolutamente il metodo.
Se infatti è indubbio che il settore delle amministrazioni condominiali necessiti di un'adeguata regolamentazione dei compensi per le varie attività, per quanto possibile uniforme a livello nazionale, stupisce non poco che tale richiesta di modifica provenga da una categoria professionale già riconosciuta e tutelata che dovrebbe occuparsi del settore condominiale in maniera residuale rispetto all'attività principale (sempre ammesso che il professionista Commercialista possegga tutti i requisiti previsti dall'art.71 bis delle Disp Att. C.C.).
Sembra il solito déjà vu: in tempi più lontani compatibilità tra la professione di avvocato e di amministratore condominiale brillantemente superato dal parere del Consiglio Nazionale Forense che ne ha sancito la compatibilità, in tempi più recenti compatibilità fra agente immobiliare ed amministratore condominiale, della quale, dopo l'ultimo parere del Mise che ne sanciva l'incompatibilità, non è dato al momento conoscere la soluzione. Così, anche in questa circostanza, l'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, che potrebbe fare da apripista anche per altri ordini professionali (Avvocati, Geometri, Architetti, Ingegneri, Notai etc), si è fatto promotore di una proposta di modifica al DM 140/2012 per quanto concerne la retribuzione relativa alla gestione di un condominio in qualità di amministratori, che dovrebbe essere calcolata su basi decorose che tengano conto del reale impegno del professionista al fine di fornire ai Giudici, quando insorgano liti sui compensi, dei parametri certi ed utilizzabili.
Non si comprende per quale motivo un equo compenso per gestire i condomini non venga richiesto e discusso direttamente con la categoria degli Amministratori Condominiali professionisti; non si comprende per quale motivo l'equo compenso richiesto dall'ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili sia calcolato “su basi decorose e che tengano conto del reale impegno del professionista” quasi che gli Amministratori Professionisti di Condominio non svolgano la loro attività con professionalità, decoro e impegno.
Si ribadisce che i contenuti della proposta a livello di retribuzione sembrano confacenti e adeguati rispetto agli oneri prestazionali e alle responsabilità assunte e agli adempimenti da espletare; tuttavia rimangono le perplessità sopra esposte, a maggior ragione se si pensa che tale proposta proviene da un Ordine che svolge un'attività professionale identificata da un preciso codice Ateco e ove l'amministrazione dei condomini dovrebbe eventualmente rivestire carattere residuale e non prevalente, pena, in caso contrario, la necessità di modificare il codice Ateco stesso.
L'amara conclusione è sempre la solita: gli Amministratori Condominiali professionisti sono sempre lasciati nel solito cantuccio e non vengono minimamente interpellati.


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