Il Condominio

Utenze elettriche «nascoste», l’Arera complica la vita agli amministratori

di Francesco Schena

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Ormai è ufficiale. L'Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA) sembra che sottovaluti le complicazioni che sta aggiungendo alla già non semplice vita degli amministratori di condominio.
Con la delibera n. 894 del 21/12/2017 (si veda anche il Quoidiano del Sole 24 Ore - Condominio del 18 maggio scorso ), adottata sotto la precedente denominazione (AGESCII), l'Autorità ha imposto la regolarizzazione dei clienti “nascosti” della rete elettrica. Scade il prossimo 30 giugno, infatti, il termine per mettersi in regola per chi usufruisce di energia elettrica ma grazie ad un contatore altrui. Nulla in contrario, anzi, tutto più che giusto, soprattutto se si pensa alla possibilità di recuperare l'omesso pagamento degli oneri di sistema da parte di chi non risulta intestatario di un proprio Pod.
Ma la nuova definizione di UC (Unità di Consumo) prevista dalla delibera non piace agli amministratori. Il documento definisce l'UC come l'insieme di impianti per il consumo di energia elettrica connessi a una rete pubblica, anche per il tramite di reti o linee elettriche private, tali che il prelievo complessivo di energia elettrica relativo al predetto insieme sia utilizzato per un singolo impiego o finalità produttiva. Essa, di norma, coincide con la singola unità immobiliare. Cosa non piace agli amministratori? Il fatto che la stessa delibera preveda una eccezione alla regola. Infatti, le unità immobiliari pertinenziali (solai, garage, cantine), anche nella disponibilità di diverse persone fisiche o giuridiche ma facenti parte di un unico condominio, potranno continuare ad essere inglobate nell'unità di consumo relativa alle utenze condominiali.
In altri termini, i condòmini potranno continuare a munire box e cantine di pertinenza dell'appartamento di energia elettrica allacciandosi alla linea del corsello del garage condominiale o delle scale e questo rappresenta un vero problema. Anzi, due.
Il primo riguarda la contabilizzazione della spesa elettrica condominiale: sarà necessario non solo munire cantine e box allacciati alla linea elettrica comune di contatori di sottrazione ma anche far finire nel rendiconto consumi esclusivi e privati con tutte le conseguenze connesse in termini di morosità e recupero crediti. Il condòmino moroso, infatti, continuerà a godere tranquillamente dell'energia elettrica nel suo box grazie al contatore condominiale e l'amministratore non potrà nemmeno sospendergli la fornitura ai sensi dell'art. 63 d.a.c.c. data l'impossibilità del godimento separato con l'unità unità di consumo (UC). Ma non solo. In quanti saranno i condomini che si allacceranno alla rete comune ma non installeranno un contatore di sottrazione? Ma il codice civile non prevede per l'amministratore competenze inerenti le soli parti comuni? Perché, dunque, costringere l'amministratore e l'intero condominio ad occuparsi di spese private?
L'analogia con le utenze idriche comuni non può sfuggire ai più, con tutte le complicazioni che noi addetti ai lavori conosciamo proprio in termini di morosità e sospensione dei servizi da parte degli enti erogatori. Sarebbe stato opportuno, invece, consentire l'alimentazione elettrica del box e della cantina direttamente dal contatore dell'appartamento senza creare mescolanze pericoloso con le utenze comuni. E ancora, se si discorre di pertinenze evidentemente si suppone l'esistenza di una unità principale di riferimento nel medesimo condominio con la conseguenza che il box non pertinenziale nel medesimo edificio dovrà munirsi di proprio contatore. Insomma, caos su caos, come se di liti condominiali non ve ne fossero già abbastanza.
Il secondo problema, poi, riguarda la sicurezza. Quali garanzie avrà l'amministratore di un uso tecnicamente corretto di energia elettrica da parte del singolo proprietario del box o della cantina? Chi risponderà in termini di responsabilità civile e penale nei casi di propagazione di incendi sulla rete elettrica da e verso le parti private e comuni? Sappiamo tutti degli hobbies più o meno regolari di molti italiani che destinano i propri box a vere e proprie officine senza rispettare le dovute norme tecniche di sicurezza.
Insomma, siamo alle solite: degli Amministratori di condominio in questa Paese interessa poco e forse a nessuno. Di questa ulteriore bega ai danni della categoria di poteva e si doveva farne a meno.


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