Il Condominio

Equo compenso, i professionisti associativi aspettano un provvedimento concreto

di Mauro Simone, presidente Area Metropolitana ALAC-Bari

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Col decreto fiscale n.148/2017 è passato il principio dell'equo compenso per tutte le professioni, sia per quelle ordinistiche sia per quelle associative. È una prima svolta che può far tenere soddisfatta la categoria degli avvocati e moderatamente soddisfatte tutte le altre.
L'obiettivo dell'equo compenso è dare ai professionisti il riconoscimento del valore sociale ed economico delle proprie prestazioni professionali. Per gli avvocati c'è già un decreto firmato dal Ministero della Giustizia con i parametri aggiornati dei compensi e ora al vaglio del Consiglio di Stato per il relativo parere .
Per i professionisti associativi, con riferimento innanzitutto agli amministratori di condominio, c'è altrettanto l'esigenza di individuare compensi adeguati delle prestazioni professionali. Considerato che gli amministratori non hanno parametri di riferimento occorre stabilire corrispettivi commisurati al livello quantitativo e qualitativo delle loro prestazioni professionali.
La politica è chiamata a trovare giuste ed eque soluzioni perché il mondo professionale non può essere diviso in figli e figliastri. Il tema dell'equo compenso dev'essere oggetto di confronto con le associazioni e il Ministero di Giustizia.
Il presidente della commissione lavoro del Senato all'indomani dell'approvazione del decreto fiscale ha chiesto un atto interpretativo della legge per fare chiarezza e migliorare il testo di legge sull'equo compenso per tutte le professioni.
I professionisti associativi , che non accettano di restare “nel limbo dei senz'anima”,si attendono un provvedimento concreto che dia dignità al loro lavoro. Si vedrà cosa vorrà proporre la politica e quali eventuali aggiustamenti prevederà la legge di stabilità 2018 prossima ad essere approvata dal Parlamento.
Dubbi sono stati sollevati sull'equo compenso poiché in ambito condominiale potrebbe non essere produttivo degli effetti sperati dalla categoria, stante la temuta concorrenza sia da parte degli amministratori nominati nel proprio condominio sia da parte degli amministratori dopolavoristi.
Si sostiene che gli amministratori interni e i dopolavoristi sarebbero i primi a non rispettare le regole dell'equo compenso.
Insomma l'equo compenso non risolverebbe il problema del dumping, ovvero del ribasso dei compensi rispetto agli amministratori professionisti di cui alla Legge 4/2014. Se si volesse dare adesione a questi dubbi occorrerebbe allora innanzitutto promuovere una modifica all'art. 71 bis della legge 220/2012, che ,come è noto, non prevede obblighi di aggiornamento per gli amministratori interni, i quali non avendo obblighi di formazione periodica non danno garanzia di professionalità ai cittadini-consumatori, che esigono sicurezza e certezza della qualità dei servizi a loro prestati .
Un altro provvedimento da prendere in considerazione è quello relativo all'obbligo degli amministratori di allegare alla propria offerta di gestione condominiale gli attestati annuali conseguiti ai fini della formazione periodica come previsto dal Ministero di Giustizia (D.M.140/2014).
In realtà sono numerosi gli amministratori che, a mente del D.M. 140/2014,non svolgono la formazione periodica comprovata da un attestato annuale rilasciato da una associazione riconosciuta dal Ministero dello Sviluppo Economico.
Le modifiche ut supra , attuabili agevolmente in tempi brevi senza oneri per la finanza pubblica, comunque appartengono alle future scelte di politica legislativa del Parlamento.
In attesa di vedere realizzate quanto innanzi,nell'ottica di migliorare lo status quo, un orientamento vorremo proporre agli amministratori di condominio più coscienziosi e più preparati : allegare sempre alle offerte di gestione e ai verbali di assemblea, sia in caso di riconferma dell'incarico sia in caso di prima nomina ,copia degli attestati di aggiornamento rilasciati dalla propria Associazione, allo scopo di dare ai condomini pubblicità notizia, dei propri requisiti professionali ovvero prova di essere aggiornati e professionali nel rispetto della Legge.
E' auspicabile abituare i condomini, anche quelli solitamente indifferenti o profani, ad esigere dall' amministratore che chiede la riconferma o l'incarico a gestire il condominio l'allegazione al verbale di assemblea degli attestati di aggiornamento relativi agli anni 2015 ,2016 e 2017.
Questa prassi, se praticata assiduamente dagli amministratori, diventerebbe nel tempo una consuetudo che avvantaggerebbe sia i condomini sia gli amministratori doc per serietà e qualità con ricadute benefiche sul mercato delle amministrazioni immobiliari e condominiali.


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