Il Condominio

Più competenze ai giudici di pace: entra anche il condominio

di Giovanni Negri

Sarà forse un paradosso, ma proprio mentre i giudici di pace annunciano un mese di sciopero contro le inadempienze del Governo, il Consiglio dei ministri approva in prima lettura il decreto legislativo di riordino dell’intera magistratura onoraria. Un intervento che copre una buona parte della materia. Dalle competenze allo status. Sulle prime, quelle di maggiore interesse per la maggioranza dei cittadini, il decreto conduce a una consistente estensione.

La competenza per valore sulle cause che hanno per oggetto beni mobili viene estesa fino a 30mila euro,dai precedenti 5mila, che diventano 50mila per gli incidenti stradali al posto dei precedenti 20mila,. Il giudice di pace avrà poi la possibilità di decidere secondo equità tutte le cause di valore fino a 2.500 euro. Estesa (articolo 27) la competenza a tutte le controversie in materia condominiale che sono anche oggetto di mediazione, previsione fortemente contestata da Confedilizia.

Ma l’aumento delle competenze investe anche il penale, dove viene assegnata ai giudici di pace la giurisdizione sulle minacce aggravate, sulle contravvenzioni per il rifiuto di indicazione al pubblico ufficiale di fornire indicazioni sulla propria identità personale e quelle relative all’abbandono e uccisione di animali. Infine, al giudice di pace è attribuita competenza sulle contravvenzioni per la sicurezza alimentare.

Nella categoria del giudice onorario di pace vengono assorbiti sia i giudici di pace sia i giudici onorari di tribunale, mentre resta quella dei viceprocuratori onorari. Quanto allo status, l’incarico di magistrato onorario ha natura inderogabilmente temporanea, si svolge in modo da assicurare la compatibilità con lo svolgimento di attività lavorative o professionali e non determina in nessun caso un rapporto di pubblico impiego. Per assicurare questa compatibilità, a ciascun magistrato onorario non può essere richiesto un impegno superiore a due giorni a settimana. Una esposizione che produrrà effetti soltanto per i magistrati reclutati in servizio dopo la data di entrata in vigore del decreto.

Nel corso dei 4 anni di regime transitorio, osserva la relazione al decreto «dovranno dunque approntarsi interventi idonei ad assicurare la piena funzionalità degli uffici a fronte di un più contenuto utilizzo della magistratura onoraria, elaborando, in particolare, ulteriori misure di degiurisdizionalizzazione nel settore civile, e, nel settore penale, di depenalizzazione e di semplificazione delle modalità di partecipazione del pubblico ministero nei procedimenti penali di competenza del giudice di pace».

Ai magistrati onorari che esercitano funzioni giudiziarie è corrisposta, con cadenza trimestrale, un’indennità annuale lorda in misura fissa di 16.140 euro, comprensiva degli oneri previdenziali ed assistenziali. Il regime di tutela previdenziale e assistenziale è garantito ai magistrati onorari prevedendo la loro iscrizione obbligatoria alla Gestione separata dell’Inps. Il regime d’iscrizione obbligatoria non si applica ai magistrati onorari che risultino iscritti agli albi forensi.

Il decreto contiene poi uno specifico regime transitorio per i magistrati onorari in servizio alla data della riforma. I magistrati onorari che ne facciano domanda potranno essere confermati nell’incarico per un periodo massimo di quattro quadrienni, da computare a far data dal giugno 2016, purché confermati ad ogni scadenza quadriennale dal Consiglio superiore della magistratura. L’incarico cesserà comunque al compimento del sessantottesimo anno di età.


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