Il Condominio

«Operatore d’aiuto» condominiale con accordo quadro

di Rosario Calabrese

Sottoscritto l’accordo sindacale per l’”operatore d’aiuto” condominiale. Lo annuncia l’Unai (Unione nazionale degli amministratori condominiali) dopo la sottoscrizione, con Uil-Fpl e Professione in Famiglia, dell’accordo quadro che applica le previsioni del Jobs Act alla figura dell’”Operatore di Aiuto” alla persona che presta la sua opera nei confronti delle famiglie, anche in un contesto condominiale.

L’accordo è innovativo e rivoluzionario perché regolamenta una figura, assolutamente diversa da quella di colf e badanti, ma anche più importante, perché in grado di far fronte alle emergenze e a situazioni transitorie di disagio. La forte crescita della domanda di assistenza alla persona non sempre trova adeguata rispondenza nella normativa contrattuale oggi esistente, creando un vuoto normativo da cui scaturiscono precarietà e irregolarità.

Occorre una diversificazione delle possibilità di intervento che, per le Cooperative sociali, è oggi prevalentemente erogato sulla base di accreditamenti e appalti del sistema pubblico con personale socio e dipendente.

L’evoluzione dei servizi di assistenza coinvolge sempre più strutture intermedie, come gli amministratori di immobili, ai quali è necessario fornire personale qualificato e tempestivamente disponibile per le urgenze. Va colmato un ritardo normativo che è generatore di irregolarità, caporalato e sfruttamento.

È utile una diversificazione delle possibilità di intervento da offrire alle famiglie specie per urgenze ed emergenze non programmabili. La collaborazione coordinata e continuativa per operatori di assistenza domiciliare e ospedaliera può essere idonea per questo tipo di bisogni, definendo una nuova figura professionale che è appunto l’“ Operatore d’aiuto ”.

L’accordo sindacale ha lo scopo di soddisfare tale tipologia di esigenza con una soluzione idonea che si incontri con disponibilità e interessi degli operatori nella forma di collaborazione coordinata e continuativa come prevista dalle norme del Jobs Act. La contrattazione territoriale potrà adeguare l’impianto alle specificità dei territori specie a livello regionale.

Sarà strutturato un sistema di monitoraggio e verifica continua di questa esperienza anche per adeguare le norme alle esigenze e novità che di volta in volta potranno presentarsi anche nello scenario normativo e legislativo più generale.

L’Accordo sindacale è già stato inviato all’archivio del Cnel e al ministero del Lavoro.


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