Il Condominio

Le faccende domestiche alle 6 di mattina disturbano la quiete

di Francesca Milano

Disturba la quiete pubblica la casalinga che inizia i suoi lavori di casa alle 6 del mattino e che, per renderli meno “noiosi”, accende la radio ad alto volume.
Il caso arrivato in Cassazione (sentenza n. 48315/2016 depositata ieri ) è relativo a una lite tra vicini di casa ai ferri corti. I denuncianti avevano accusato la donna, una casalinga di Napoli, di iniziare iniziare le faccende di casa in prima mattina, con tanto di radio accesa ad alto volume e urla rivolte alla figlia. Secondo i vicini che si erano rivolti al Tribunale la donna con i suoi «inurbani comportamenti impediva il riposo delle persone in una zona altamente popolata, impedendo così ai vicini di svolgere qualsiasi attività della vita quotidiana».

I giudici della Cassazione hanno respinto il ricorso della casalinga rilevando che non si era trattato di episodi sporadici ma di «continui, reiterati e inurbani comportamenti».
Nella sentenza la Cassazione chiarisce anche la distinzione tra le due distinte ipotesi di reato previste nell’articolo n. 659 del Codice penale: la prima riguarda «chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici»; la seconda invece riguarda «chi esercita una professione o un mestiere rumoroso contro le disposizioni della legge o le prescrizioni dell’autorità». Nel primo caso di Codice penale prevede l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a 309 euro; nel secondo caso l’ammenda va da 103 a 516 euro.

Nel caso della casalinga napoletana il reato contestato era quello di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone (comma 1). Per i giudici della Cassazione i rumori provocati dai lavori domestici, dalla radio accesa e dalle urla impediscono a un numero indeterminato di persone residenti in una zona altamente popolata di Napoli di riposare e quindi di poter svolgere le normali occupazioni quotidiane.


© RIPRODUZIONE RISERVATA