Il Condominio

Sicurezza, il Fisco deve privilegiare i lavori complessivi

di Saverio Fossati

Norme e bonus antisismici, accesso ai disabili, risparmio energetico: affrontare insieme questi aspetti, in un edificio, vuol dire, anzitutto, risparmiare. L’Anaci ha elaborato una serie di proposte che disegnano un quadro organico di interventi necessari per rinnovare il parco immobiliare italiano. Interventi che però, sottolinea il presidente Francesco Burrelli, vanno fatti insieme, seguendo una politica fiscale premiale per chi s’impegna in questo senso.

«A Casa Italia, spiega Burrelli, abbiamo chiarito che i condomìni sugli Appennini sono comunque in stato di pericolo, anche perché su 650 carte sismiche 250 non vengono aggiornate. Si tratta di intervenire subito su 50mila fabbricati, la parte più a rischio, ma in tutta la fascia appenninica sono almeno 200-300mila». Anaci sta elaborando un documento dove si parlerà di miglioramento sismico delle strutture: non si può avere una sicurezza al 100 per cento, spiega Burrelli, ma occorre mettersi d’accordo sui termini con gli Ordini professionali e con i tecnici per arrivate a definire ciò che effettivamente sia utile, uscendo dalla genericità di interventi spesso non mirati.

«In questo contesto non interessa solo il sisma - prosegue Burrelli -: impianti, ascensori, barriere, domotica, impianti elettrici… Tutti aspetti che vanno considerati. Si pensi che c’è una vittima al giorno per mancato adeguamento di impianti o cancelli elettrici e ogni anno 30mila sinistri per incendi. Non è pensabile che in condominio si muoia di mancata sicurezza. Non solo. Qual è il carico che la collettività deve pagare per questi mancati adeguamenti sotto forma di interventi dei Vigili del fuoco, cure ospedaliere, Inps, indennizzi Inail, ore di lavoro perdute? Mancato lavoro, quanto incide? Noi abbiamo stimato una spesa tra i 5 e gli 8 miliardi come effetto indiretto del mancato adeguamento».

Senza parlare del mercato: un investitore vorrà sapere cosa si investe in una certa zona per l’antisismica. Poi c’è il malessere psicologico di chi vive in quelle zone. Anche per l’assicurazione Anaci ha una sua proposta: «Prima stabiliamo i requisiti minimi di sicurezza obbligatori e poi facciamo la polizza» dice Burrelli.

Un passaggio fondamentale che Anaci ha proposto a Casa Italia è la centralizzazione e la leggibilità dei dati sui fabbricati: «Tutti coloro che hanno responsabilità (amministrazioni locali, Vigili del fuoco, dall’agibilità in poi) - afferma Burrelli - devono far affluire i dati facendo emergere cosa manca alla sicurezza: si formerà così una grande banca dati degli edifici, una volta per tutte, che poi si dovrà solo aggiornare e che sarà il riferimento per tutti, creando anche un “rating immobiliare della casa”. E la fornitura dei dati a carico dei condomìni deve essere defiscalizzata».

Occorre rivedere la politica fiscale: i bonus dovrebbero essere riconosciuto solo per gli interventi complessivi. Chi sostituisce le finestre potrebbe ottenere la detrazione del 20% della spesa, riservando il 65% o il 75% a chi lavora sull'involucro. Le barriere architettoniche, poi, sono per Anaci un segno di inciviltà: a E2 Forum Burrelli si è chiesto perché non uniformare i regolamenti edilizi, considerando l’accessibilità un prerequisito per avere i permessi edilizi per ristrutturazione e manutenzione straordinaria “pesante”. «Se ci mettiamo tutti insieme - conclude Burrelli - si può fare tantissimo. Dal Governo all’amministratore».


© RIPRODUZIONE RISERVATA