Il Condominio

Impianti di luce e gas, 900mila condomini a rischio. Anaci: serve una mappatura

di Giuseppe Latour

Sono 900mila i condomini a rischio sicurezza per problemi sugli impianti, a partire da quelli elettrici o del gas. Per questo, oltre che sulla prevenzione antisismica, il piano Casa Italia allo studio del Governo dovrebbe essere orientato anche in un'altra direzione: la mappatura dello stato di salute complessivo degli edifici. Numeri e proposte che arrivano da Anaci, l'associazione nazionale degli amministratori di condominio, e dal suo presidente Francesco Burrelli. Purtroppo, non ci sono solo i terremoti: nel nostro paese c'è una questione di sicurezza che riguarda anche l'impiantistica elettrica, idraulica, le norme antincendio, gli ascensori.
Le stime dell'associazione dicono che ogni anno nelle abitazioni si verificano circa 30mila incidenti. Di questi, 6mila sono causati da impianti elettrici. Su scala nazionale, allora, la grande maggioranza dei condomini italiani ha problemi di sicurezza: per Anaci sono almeno 900mila. I motivi vengono illustrati da Burrelli: «Partiamo dagli impianti elettrici. Fino al 1990 in Italia non esisteva una norma che dicesse in maniera cogente quali caratteristiche doveva avere un impianto residenziale. Questo non vuol dire che sia tutto pericoloso, sarebbe però necessario fare verificare». Ragionamento leggermente diverso per il gas. «Dagli anni Settanta abbiamo norme tecniche Uni che dicono come fare correttamente questi impianti, anche se non sono sempre state applicate in maniera opportuna».
Quindi, il problema riguarda l'esistente: i tubi posati negli scorsi decenni hanno bisogno di verifiche. «Per stare tranquilli bisognerebbe – prosegue Burrelli - chiedere un certificato di rispondenza a un tecnico abilitato». Da qui arriva la proposta di Anaci: inserire tra le misure allo studio anche interventi mirati alla sicurezza. Partendo da un concetto: «Non vogliamo imporre un costo. Semplicemente, vorremmo avviare una grande operazione verità: Comuni, vigili del fuoco, amministratori di condominio dovrebbero mettersi attorno a un tavolo per mappare gli edifici esistenti, partendo dalle informazioni già disponibili e integrandole dove necessario». In questo modo, i cittadini potrebbero sapere in maniera trasparente qual è lo stato del loro condominio: la mappatura dovrebbe consentire di chiedere al Comune se il nostro immobile è in regola. A valle di questo processo, sarebbe possibile programmare la manutenzione in maniera più consapevole.
Una novità che andrebbe integrata nel nuovo fascicolo del fabbricato, la carta di identità dell'immobile di cui si parla in queste settimane. «La nostra proposta – conclude Burrelli - è quella di fornire ai proprietari degli immobili un vero e proprio libretto d'istruzioni, attraverso il quale conoscere le caratteristiche degli impianti e delle strutture della propria abitazione, al fine di programmare una corretta ed adeguata attività di manutenzione».


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