Il Condominio

Abito, tutti i servizi in una app

di Jada C. Ferrero

Cresce la comunità 2.0 dei condomìni aderenti al progetto digitale Abito, esperimento di innovazione sociale applicato alla dimensione condominiale e presentato al Real Estate Innovation Forum. Si appoggia su una piattaforma informatica (www.abito.me), messa a disposizione gratis insieme a una app, e su un sistema integrato e flessibile di servizi per l’abitare. Sono oggi una trentina i condomìni, con circa 700 unità abitative coinvolte, che rientrano nell’iniziativa promossa dalla Community Building Solutions, start up nata a Trento nel giugno 2014 grazie a un bando di Trentino Sviluppo sull’innovazione sociale.

«Non proveniamo dal consueto universo condominiale: siamo ricercatori, un team multidisciplinare di professionisti - spiega Francesco Gabbi, presidente e socio fondatore di Cbs – e stiamo testando il modello, per valutarne possibili futuri usi industriali».

L’ingresso in Abito si fonda su un preliminare screening di costi/abitudini di vita/bisogni del gruppo e delle singole unità, cui seguono l’elaborazione di un’analisi aggregata dei consumi e di un piano di risparmio pluriennale, con successivo aiuto nella scelta di fornitori consoni alle esigenze, anche per possibili acquisti collettivi.

Il network incentiva inoltre la costituzione di fondi di condominio, utili a coprire spese di manutenzione ordinaria e straordinaria, o altri desiderata condivisi.

Le parole d’ordine del meccanismo sono in effetti tre: pooling, la creazione di gruppi di acquisto di beni e servizi residenziali; sharing, la condivisione di beni e servizi di uso quotidiano tra i membri della comunità, come pulizie, badanti, colf, baby sitter, dog/cat sitter, giardinaggio, car e bike sharing, wifi, e molto altro; commoning, promozione e gestione di fondi condominiali “di scopo” (gli aderenti decidono, tramite un regolamento condiviso, per quanto tempo vincolarli e a cosa destinarli).

I circa 30 attuali condomìni aderenti sono a Trento, Rovereto, Verona, Pordenone, Varese, gli ultimi due aggregati a Como. «La piattaforma si sta popolando – dice Gabbi – e già funziona per i primi acquisti collettivi. In generale registriamo un discreto interesse da parte degli amministratori condominiali più giovani, che, grazie al sistema, completamente gratuito, hanno modo di offrire ai propri amministrati anche il sito web condominiale, in linea con la recente riforma».

Il meccanismo di “community building” è testato fra l’altro su un maxi condominio solo virtuale: gli oltre 800 ragazzi che risiedono nello studentato dell’Opera universitaria di Trento possono fruire di Abito come se fosse una grande bacheca intelligente: un social di condominio.


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