Il Condominio

La casa va all’ex convivente con i figli

di Giovanni Negri

Milano

Un altro passo verso la parificazione delle coppie di fatto a quelle legate in matrimonio. Lo compiela Corte di cassazione (sentenza 17971) chiarendo che la casa abitata dai figli minorenni della coppia è assegnata al genitore collocatario dei figli stessi, anche se non proprietario dell’immobile. Di più: un eventuale atto di trasferimento della proprietà, anche anteriore all’assegnazione dell’immobile, deve essere annullato.

La Cassazione così, con la sentenza n. 17971 della Prima sezione civile, depositata ieri , ha accolto il ricorso presentato da una donna che si opponeva al giudizio della Corte d’appello; quest’ultima, in sintonia peraltro con la pronuncia di primo grado, si era detta favorevole al rilascio dell’immobile occupato dalla donna con due figlie minorenni. La casa era stata acquistata da una società immobiliare, dopo che il convivente della donna, padre delle due figlie e proprietario, aveva deciso di venderla.

È vero che il Tribunale per i minorenni aveva accolto la domanda della donna di ottenere l’assegnazione della casa familiare in qualità di collocataria delle figlie minori dopo che l’unione di fatto si era dissolta, ma l’alloggio era stata venduto in data antecedente di circa tre mesi alla proposizione del ricorso per l’affidamento dei minori e l’assegnazione dell’immobile come casa familiare.

La Cassazione ribalta i verdetti di merito, partendo da una premessa corroborata anche dalla Corte costituzionale (sentenza n. 166 del 1998): anche nelle convivenze di fatto, in presenza di figli minori nati dai due conviventi, l’immobile adibito a casa familiare è assegnato al genitore collocatario dei minori, anche se non è proprietario dell’immobile, conduttore per un rapporto di locazione o comunque titolare di una posizione giuridica qualificata sull’immobile. Il convivente assegnatario «in virtù dell’affectio che costituisce il rapporto costituzionalmente protetto della relazione di convivenza è comunque detentore qualificato dell’immobile ed esercita un diritto che può essere paragonato a quello del comodatario, anche quando proprietario esclusivo è l’altro convivente».

Questi princìpi si applicano anche nel caso in cui l’originario proprietario dell’immobile, non necessariamente convivente, abbia proceduto alla vendita, mentre restava inalterato e senza soluzione di continuità il vincolo rappresentato dal comodato preesistente. Determinante la destinazione dell’immobile a casa familiare prima della vendita a terzi e la successiva assegnazione decisa in sede giudiziaria.

Non conta invece che il trasferimento sia stato perfezionato in una data precedente al provvedimento di assegnazione disposto dal tribunale dei minorenni: la qualifica di detentore qualificato della donna è è «pacificamente preesistente al trasferimento immobiliare così come la indiscussa destinazione dell’immobile a casa familiare impressa anche dal proprietario genitore e convivente con la ricorrente e le minori fino al suo allontanamento volontario».


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