Il Condominio

Contatori per l'acqua a maggioranza semplice

di Paola Pontanari

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LA DOMANDA
Vivo in un condominio di 24 appartamenti il cui regolamento, di natura contrattuale, prevede la ripartizione del corrispettivo per i consumi idrici in parti uguali. E' mia intenzione procedere alla installazione del cosiddetto contatore di sottrazione. L'adozione di tale accorgimento a quali condizioni soggiace? E qual è l'orientamento della giurisprudenza?

Da L'Esperto Risponde

In merito al suo quesito, il D.P.C.M. 04/06/96 (disposizioni in materia di risorse idriche) successivamente richiamato dal Dlgs 152/2006 disciplina l'installazione di contatori in ogni singola unità abitativa. Questo criterio di ripartizione legale può essere derogato da una convenzione. Il regolamento contrattuale ha proprio questa natura e, come tale, per essere modificato necessita della unanimità. E' però altrettanto vero che la Cassazione con sentenza n.10859 pubblicata il 16 maggio 2014 ha asserito che “rientra nelle attribuzioni dell'assemblea di condominio l'intera gestione delle cose e dei servizi comuni in modo dinamico, nel senso cioè di un loro adattamento nel tempo al fine di una più razionale ed efficiente utilizzazione dei servizi stessi, con eventuale dismissione di alcuni beni comuni, e ciò anche se il servizio sia disciplinato dal regolamento contrattuale”. Con questa statuizione, quindi, la Corte ci dice che l'installazione dei contatori di sottrazione può essere approvata dall'assemblea con la maggioranza semplice (non potendosi qualificare questa modifica una innovazione) pur in presenza di un regolamento di natura contrattuale. Da tener presente che questa sentenza è molto recente e non ci sono precedenti in tal senso, quindi potrebbe essere smentita da decisioni future.


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