Il Condominio

Il foro del condominio è quello in cui si trova l’immobile

di Saverio Fossati

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Al Tribunale di competenza non si scappa: la Cassazione, con l’ordinanza 17474 , depositata ieri, ha ribadito in modo articolato che in caso di contenzioso in cui il condomino viene chiamato in causa il foro è quello del circondario in cui si trova l’immobile. Ordinanza che non contraddice quella del 25 agosto scorso, che ammetteva la deroga al principio generale contenuta in una clausola del regolamento condominiale contrattuale (si veda l’articolo sul Quotidiano del condomino ).
Un condòmino, il cui figlio aveva subito un incidente sulle scale comuni, aveva infatti chiamato in causa presso il tribunale di Roma sia il condominio che la compagnia assicurativa dello stesso. L’edificio, però, si trova nel circondario del Tribunale di Velletri.
La Cassazione, intervenendo sul regolamento di competenza, ha chiarito che:
1) La notifica di un atto indirizzato al condominio è validamente fatta nello stabile condominiale presso il portiere, anche se l’amministratore non abiti né lavori lì;
2) Questo principio, richiamato dalla sentenza 11303/2007, «implica una sostanziale applicazione dei criteri di cui all’articolo 19, seocndo comma, del Codice di procedura civile, i quali, sebbene espressamente dettati per taluni enti collettivi privi di personalità giuridica, sono idonei a disciplinare anche l’ipotesi del soggetto “condominio”».
Di conseguenza, prosegue la Cassazione, dato che lo stesso condòmino ricorrente aveva notificato la citazione in giudizio presso lo stabile condominiale, in persona dell’amministratore pro tempore, «il foro generale (...) si deve individuare in quel luogo», che poi, del resto, è anche il luogo in cui si è verificato il fatto dannoso. Non solo, conclude la Cassazione: si tratta anche dello stesso luogo in cui va identificato il «forum destinatae solutionis», perché il risarcimento del danno va effettuato nei confronti del danneggiato, che appunto, oltretutto, abita nello stesso condominio.
Nessuna possibilità, quindi, di immaginare circondari di Tribunale diversi da quelli in cui si trova l’immobile.


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