Il Condominio

L’amministratore delega il «caposcala»

di Chiara Magnani

Il “caposcala”, delegato dall’amministratore e dall’assemblea, può riscuotere i contributi condominiali. Lo ha sancito la sentenza n. 163 del 13 aprile 2015 della Corte d’appello di Lecce . Due condòmini avevano, infatti, impugnato la delibera condominiale che aveva stabilito che venisse delegato un altro condòmino all’incasso delle rate e successivo pagamento delle bollette relative al servizio dell’acqua. Già il giudice di primo grado rigettava la domanda. La Corte di Appello di Lecce, ribadito come il ruolo dell’amministratore condominiale sia assimilabile al mandato con rappresentanza – con la naturale conseguenza dell’applicazione al medesimo delle regole di cui all’articolo 1703 e seguenti del Codice civile - ha precisato come, per effetto della nomina assembleare, l’amministratore diventi il rappresentante legale della compagine condominiale sia nei rapporti con i terzi sia nei rapporti tra i singoli condomini, ricordando, altresì, come l’amministratore, così come qualsiasi mandatario, ben possa nell’espletamento del proprio incarico agire da solo o anche per il tramite di coadiutori.

La gestione e conservazione dei beni e servizi comuni è incarico affidato esclusivamente a chi viene nominato amministratore del condominio, così come solo al medesimo potranno essere imputate eventuali responsabilità, ma nell’ambito della propria funzione, l’esecuzione di determinati e precisi compiti potrà dallo stesso essere delegata anche ad altri soggetti. Il caposcala, pertanto, in base all’ articolo 1717 del Codice Civile, diventa un vero e proprio sostituto del mandatario e al quale possono essere affidati specifici incarichi ( pagamento di utenze, consegna di chiavi ai fornitori, eccetera) e del cui operato risponde esclusivamente il soggetto che ha effettuato la nomina. Il caposcala può, pertanto, essere scelto dall’amministratore o direttamente dall’assemblea o previsto nel regolamento di condominio.


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