Il Condominio

Climatizzatori esterni con obbligo di «Scia»

di Guglielmo Saporito

Con la stagione estiva spuntano condizionatori e problemi di compatibilità edilizia e ambientale. Se ne è occupato il Tar Lazio con la sentenza 10826/15 relativa ad una galleria d’arte che aveva installato due apparecchiature esterne, subendo una sanzione dal Comune di Civitavecchia. La sanzione, di 516 euro, è stata confermata dal Tar con affermazioni utili anche al sopravvenire del decreto Sblocca Italia (Dl 133/14). I climatizzatori (Consiglio di Stato, 4744/08), costituiscono impianti tecnologici e pertanto, se collocati all’esterno dei fabbricati, rientrano tra gli interventi edilizi soggetti a segnalazione certificata di inizio di attività (Scia: articoli 3, comma 1 lett. b e 22 del Dpr 380/01). Recenti agevolazioni, escludendo anche la Scia, si applicano nel caso di “edilizia libera”, e cioè per le pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW (articolo 6, comma 1, lett. a del Dpr 380 citato, modificato dal Dl 133/14).

Con o senza Scia, occorre tuttavia sempre (articolo 6, comma 1, del Dpr 380/01) la conformità alle prescrizioni degli strumenti urbanistici e dei regolamenti edilizi, oltre che il rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività costruttiva. Via libera ai condizionatori, quindi, ma con rispetto delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, sull’ efficienza energetica, nonché delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio (Dlgs 42/04). Ne consegue che un intervento eseguito in zona con vincolo paesaggistico (o nei centri storici), esige comunque il nulla osta dell’autorità preposta alla tutela del vincolo, per fortuna ottenibile in sanatoria (articolo 167, comma 4, del Dlgs 42/04). Affrontando il problema dei condizionatori, la Cassazione penale (952/15) ha infatti sottolineato che l’installazione di tali impianti da parte di un esercizio commerciale (sala giochi) in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico genera responsabilità penale per violazione del Dlgs 42/04 (per alterazione estetica) e del TU edilizia (articolo 44) qualora si violi un regolamento locale.

E non è tutto, perché vi sono anche i problemi relativi al rumore, che espone ad un diverso regime di sanzioni a seconda che (Cassazione penale 7912/15) il condizionatore d’aria sia utile all’esercizio di un mestiere rumoroso o sia indipendente da tale specifica attività: nel primo caso vi sarà una sanzione amministrativa, nel secondo una sanzione penale se si eccede la normale tollerabilità e si disturbano quiete e riposo.


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