Il Condominio

Rappresentante da nominare se i proprietari sono più di 60

di Edoardo Riccio

Secondo il Codice civile, nel caso in cui più edifici condominiali abbiano in comune tra loro beni (parcheggio, viale di accesso eccetera) o servizi (anche il solo riscaldamento) trova applicazione la normativa in materia di condominio. Occorrerà, quindi, un amministratore per le sole parti comuni (che può essere anche lo stesso che amministra i singoli condominii, ma servirà una nomina a parte), vi dovrà essere un conto corrente dedicato, un rendiconto e le riscossioni non potranno essere effettuate dai singoli amministratori di ciascun condominio.

Tuttavia, quando i condòmini sono complessivamente più di 60 e occorre deliberare in materia di gestione ordinaria e per la nomina dell’amministratore, l’assemblea dovrà seguire altre regole. In questi casi ciascun edificio dovrà nominare un rappresentante con un quorum molto alto: maggioranza degli intervenuti e due terzi dei millesimi. Solo la persona incaricata potrà partecipare all’assemblea del supercondominio e votare. Nel caso in cui un condominio non dovesse procedere alla nomina, ciascun condomino (o anche uno degli altri rappresentanti già nominati) potranno rivolgersi al tribunale.

L’amministratore di ciascun condominio dovrà convocare un’assemblea per informare i condòmini dell’assemblea del supercondominio e, successivamente, delle relative decisioni. L’assemblea, però, non potrà dare indicazioni di voto al proprio rappresentante. Ciò non toglie che eventuali errori da questo commessi non comportino una sua responsabilità. Si ritiene che la nomina del rappresentante resti valida sino alla revoca o alle sue dimissioni.

Restano ancora dubbi sul soggetto legittimato a impugnare le deliberazioni. Verrebbe da ritenere che questo diritto resti in capo a ciascun condomino.

Problemi pratici rendono tuttavia difficile il rispetto dei 30 giorni, in quanto, formalmente, ciascun condomino, per il tramite del rappresentante, è presente all’assemblea.

Quando, invece, oggetto della discussione assembleare siano atti eccedenti la gestione ordinaria, l’amministratore dovrà convocare tutti i condomini, anche nei supercondomini composti da oltre sessanta partecipanti.

Molti regolamenti aventi natura contrattuale già prevedevano qualcosa di simile. Prima del 18 giugno 2013 queste disposizioni erano contrarie alla legge. Anche successivamente, tuttavia, saranno nulli i regolamenti che prevederanno disposizioni diverse da quelle sopra riportate. Non si potrà pertanto derogare a questa particolare assemblea decidendo, per esempio, di prevedere sempre assemblee plenarie. Nemmeno potranno conferire al rappresentante poteri maggiori rispetto a quelli previsti dalla legge autorizzandolo, per esempio, a votare in materia di gestione straordinaria.


© RIPRODUZIONE RISERVATA